Spuntano nuovi indizi sul sabotaggio di Nord Stream: le piste

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Il giallo del Baltico si arricchisce di nuovi interessanti particolari. Finita la fuga di gas, grazie alla pressione dell’acqua, rimane il casus belli là a metter paura al mondo.

Prima è saltato in aria Nord Stream 2, poi dopo 17 ore circa Nord Stream 1. Ma le falle sono quattro. Non certo delle esplosioni di piccola entità, dunque l’esplosivo utilizzato non è né poco né di bassa qualità.

Secondo ambienti dell’intelligence (e qui stendiamo un velo pietoso su chi ora fa circolare le informazioni perché nessuno è in grado di definirne l’attendibilità) sarebbero circa 500 chilogrammi d’esplosivo, che secondo alcuni funzionari che hanno dato il proprio parere al The Guardian sarebbero stati introdotti ricorrendo ai droni per la manutenzione. Non si esclude neanche l’incursione di un sommergibile o di un battello speciale. Sta di fato che ora l’allarme è alto perchè l’agenzia finlandese per l’ambiente avrebbe segnalato che la prima fuoriuscita di gas è avvenuta in una zona dove ci sarebbe discarica di armi chimiche.

Il danno è grave e porterà conseguenze. E sicuramente non proviene da ingenui.

Insomma roba da professionisti e da Stati che li abbiano addestrati. E già qui si restringe il campo. La Russia sospetta degli Usa, gli Usa sospettano della Russia. Ma perché lo avrebbe fatto la Russia? Non regge l’ipotesi di un sabotaggio per lanciare un messaggio di deterrenza, per evitare di pagare risarcimenti per le mancate forniture nel momento in cui circola un video di Biden che promette di farli saltare. Una dichiarazione pubblica che non aiuta certo la distensione e arricchisce il tutto di sospetti e losche ombre.

Per Putin sarebbero stati gli«anglosassoni» e il responsabile dei suoi servizi segreti aveva parlato di atto di terrorismo da attribuire al nemico occidentale. Eppure, in maniera assai imprevedibile, ci ha messo una pezza più “distensiva” Nikolai Patrushev, il segretario del Consiglio per la sicurezza moscovita: “Non abbiamo dati sul coinvolgimento dell’Ovest, sappiamo però che lo hanno fatto in passato. Con il tempo proveremo anche questo”.

 

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