Paola Egonu, premiata con il titolo di migliore realizzatrice della scorsa stagione di Serie A1 femminile, sembra aver ritrovato il sorriso a seguito della polemica che l’ha vista protagonista durante il mondiale di pallavolo femminile.
Lo sfogo della pallavolista ha fatto il giro del mondo,creando non pochi contrasti e forti divisioni all’interno dell’opinione pubblica.
All’interno di quest’ultima risaltano perlopiù due opinioni diametralmente opposte: La prima ha classificato l’episodio che si è verificato in Olanda come razzista, descrivendo un razzismo profondo e radicato, che è stato troppo spesso sdoganato anche dalla comunicazione istituzionale.
A questa linea di pensiero si contrappone una seconda opinione, la quale riconosce la natura spiacevole e inappropriata del commento rivolto alla pallavolista, ma sposta il focus della polemica altrove, esplicando che la pallavolo, pur essendo un sport di unione può presentare diverse crepe. Di fatti diverse note di biasimo sono arrivate alla Egonu dopo la sconfitta contro il Brasile.
Come tutti gli atleti su cui sono proiettate grandi aspettative, Anche la Egonu,dopo la semifinale, ha ricevuto critiche severe, le quali lasciano pensare che l’opinione pubblica abbia dimenticato gli innumerevoli successi che la pallavolista ha conseguito con la maglia azzurra.
A questo punto è lecito chiedersi: dove risiede la ragione all’interno di questa polemica?
È chiaro che si tratta di una questione complessa, che probabilmente non accetta una risposta univoca. Da un lato si è affermato che il razzismo in questa questione non c’entra nulla e che ormai si tende a vedere il razzismo ovunque, la contro-risposta invece ha sostenuto che questi discorsi suonano molto come un tentativo di auto-assoluzione ,che rispondono al nostro desiderio di non voler vedere il razzismo sistemico, ormai intrinseco nella collettività.
La domanda sorge quindi spontanea: Fin dove è lecito che un’atleta sopporti questa pressione? Quando invece le conseguenze della sovraesposizione mediatica vanno limitate?



