Zero gas serra nel 2030: nove città italiane saranno laboratorio di innovazione

domenica, 23 Ottobre 2022
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Nove città italiane sono ufficialmente in corsa per tagliare i gas serra e raggiungere la neutralità climatica nel 2030, con venti anni di anticipo rispetto alla scadenza stabilita dall’Unione europea. Faranno da apripista nella sperimentazione di soluzioni innovative di decarbonizzazione.

Laboratori urbani. Le nove città, Bergamo, Bologna, Firenze, Milano, Padova, Parma, Prato, Roma si sentono dunque pronte a bruciare le tappe in otto anni, durante i quali proveranno a  essere dei laboratori di innovazione per la trasformazione ecologica delle aree urbane e il loro impegno sarà decisivo per sperimentare soluzioni di decarbonizzazione da estendere alle altre città, come ha avuto modo di sottolineare il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile (Mims), Enrico Giovannini, incontrando i sindaci delle nove città, selezionate dalla Commissione europea tra le 100 partecipanti alla Missione di Orizzonte Europa (Climate-neutral and smart cities).

A suggerire le linee di intervento, anche grazie all’uso del Fondo per la mobilità sostenibile, che prevede un miliardo di euro di investimenti, è il Rapporto “Le città a impatto climatico zero: strategie e politiche”, elaborato dalla struttura per la transizione ecologica della mobilità del ministero, presentato ai nove sindaci. Gli edifici e i trasporti sono al centro dell’attenzione: producono dal 75 al 90% delle emissioni in ambito urbano e, insieme ad altri inquinanti, causano gravi danni alla salute e circa 60mila morti premature ogni anno, ricorda il Mims.

L’impatto delle aree urbane. Le città hanno un ruolo fondamentale nella sfida della decarbonizzazione. Pur coprendo nell’Unione europea soltanto il 4% del territorio, rappresentano il luogo di abitazione del 75% delle persone, consumano il 65-70% dell’energia, contribuendo in misura analoga alle emissioni climalteranti. L’Italia è in cima alla classifica dell’Unione europea per densità di mezzi di trasporto a motore, con una media di 627 automobili e 140 motocicli ogni mille abitanti, ha un parco circolante con un’età media di circa 12 anni e ancora troppo pochi mezzi a zero emissioni. Per quanto riguarda gli edifici, circa un terzo del patrimonio edilizio nazionale si colloca nella classe di prestazione energetica peggiore.

Gli interventi ambientali. Fra le possibili soluzioni a proposito della mobilità ci sono interventi di pianificazione urbana per ridurre quanto più possibile l’auto-dipendenza; l’elettrificazione del traffico pubblico e privato; l’elettrificazione delle operazioni di terra di navi e aerei. Per quanto riguarda l’efficientamento e il risparmio energetico vengono suggerite corrette soluzioni d’involucro e di ventilazione; l’incremento dell’efficienza dei sistemi energetici a servizio dell’edificio (dalle caldaie a gas alle pompe di calore reversibili); la copertura della rimanente richiesta di energia attraverso l’uso di fonti energetiche rinnovabili (solare fotovoltaico e termico). Da favorire, poi, le Comunità energetiche rinnovabili; incrementare le infrastrutture verdi e blu (giardini, parchi, aree verdi), gestire meglio le risorse idriche. A supporto di tutto la digitalizzazione, mentre fra gli strumenti economici ci sono dieci miliardi del Pnrr per trasporti, edifici e rigenerazione urbana a cui si potrebbero aggiungere altri strumenti di finanziamento pubblici locali e privati.

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