Gli studenti de La Sapienza sono lo specchio della società

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Ai ragazzi dell’Università La Sapienza che hanno scelto di fare Ponte e terminare così la protesta presso le aule di Scienze Politiche: essere contestatori non è un onore è un onere e questo vale per qualsiasi contestazione si voglia fare e di qualunque colore sia. E questo dovrebbe succedere indipendentemente se ci sia o no il “Ponte dei Morti”.

Pier Paolo Pasolini forse oggi parlerebbe di figli della Tv e del consumismo. Con la paghetta di papà ci si può accomodare agli apericena non certo pensare di fare la lotta.

La protesta che era scattata dopo che martedì scorso infatti non ha superato Halloween. Nonostante alcuni attivisti erano stati respinti addirittura dalla Polizia e tutto per non far fare il convegno a Daniele Capezzone e Fabio Roscani, deputato di Fratelli d’Italia, impedire il dibattito evidentemente era un impegno troppo a lungo termine e così lo striscione con su scritto “Fuori i fascisti dalla Sapienza” non è rimasto poi tanto.

La cosa più assurda è che l’occupazione, secondo quanto si apprende, potrebbe riprendere mercoledì prossimo: “Faremo un’altra assemblea e decideremo cosa fare”, ha spiegato all’Agi una fonte dei collettivi. Insomma un secolo di resistenza antifascista ma appena tre giorni di contestazioni perché il Ponte non si tocca. E’ il nuovo ordine mondiale, bellezze.

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