Volano le vendite dei fumetti, successo dei manga tra i giovani

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Sorpresa: nell’era di internet i fumetti sanno ancora affascinare intere generazioni, comprese quella dei giovani. Così le vendite nei negozi specializzati volano, facendo registrare quasi il 45 per cento in più rispetto all’anno scorso con un valore di 55,4 milioni di euro. Sommando a questi i 100 e passa milioni di euro di vendite nei tradizionali canali (quali librerie fisiche e in rete e supermercati), si arriva a un totale di 155,7 milioni in un anno. La stima, che non considera le edicole, è contenuta nella prima indagine condotta dall’Associazione Italiana Editori, in collaborazione con Lucca Crea, sulle oltre 450 librerie di fumetti nel nostro Paese ed è stata presentata in occasione del recente Lucca Comics & Games.
Nel 2021 le vendite di fumetti sono aumentate del 95% rispetto all’anno precedente nei canali di vendita e, come detto, del 44% nelle librerie di fumetti. La tendenza positiva prosegue anche nel 2022: i primi numeri riferiti ai soli canali di vendita tradizionale indicano una crescita percentuale del 23,7%. Questi dati sono parte di una ricerca più ampia che Aie sta realizzando sui fumetti, i suoi lettori, la produzione e i canali distributivi.
«L’indagine definisce ancora più precisamente il ruolo sempre più importante che il fumetto ha nell’editoria italiana – spiega Emanuele Di Giorgi, coordinatore della Commissione Comics & Graphic novels di Aie – con Lucca Comics & Games abbiamo intrapreso, dallo scorso anno, una collaborazione importante che ha in questa indagine uno dei risultati raggiunti».

Le cifre. Quasi una libreria di fumetti su due (46%) vende sia libri nuovi sia libri usati. Complessivamente, l’assortimento medio è di 5.500 titoli e 18.600 copie. Oltre al negozio fisico, che in media è distribuito su un’area di 99 metri quadrati, il 67% delle librerie di fumetti ha anche un sito web: di queste, l’81% effettua vendite online, direttamente dal proprio sito (42%) o appoggiandosi ad altre piattaforme (39%). Quanto alla presenza sui social network, il più diffuso è Facebook (lo utilizzano tutte le librerie interpellate), davanti a Instagram (94%). Staccati TikTok (18%), Twitter (12%), Twitch (6%) e Telegram (3%).
Per quanto riguarda il profilo degli acquirenti di fumetti, oltre il 73% di chi li compra sceglie le librerie specializzate per la possibilità di scambiare e chiedere consigli al libraio. Più di uno su due (59%), inoltre, dice di trovare in queste attività titoli difficilmente reperibili altrove, mentre il 43% dice di apprezzare l’atmosfera e l’ambiente delle librerie di fumetti.
Oltre sei librerie di fumetti su dieci in Italia (il 66%) sono nate dopo il 2011, mentre solo il 18% ha aperto prima del 2000. Le Regioni italiane che contano il maggior numero di queste attività sono la Lombardia (67), l’Emilia-Romagna (51), il Piemonte e il Lazio (entrambe 48).

I manga. Si tratta di un mercato eterogeneo, con l’inarrestabile ascesa dei manga. Dopo i supereroi e le graphic novels le strisce giapponesi si rivelano la grande forza trainante del 2021 con i 58,3 milioni di euro di vendite (erano stati poco più di 11 nel 2019). Gli esperti spiegano il successo dei manga con il raggiungimento di ottimi livelli in termini di qualità e varietà dell’offerta, mentre la pandemia ha costretto in casa i ragazzi, incentivando la lettura e l’esplorazione delle storie. E’ una forma di consumo che passa per la trans-medialità: i ragazzi scoprono la storia attraverso il prodotto d’animazione, arrivano al manga e vengono coinvolti dalla sua lunghissima serialità. Ma pare che sia soprattutto una questione di linguaggio. I fumetti giapponesi, sempre secondo gli esperti, beneficiano ancora di una libertà di cui i lettori più giovani vanno in cerca. Nel loro linguaggio c’è tutto lo spettro di sottogeneri, livelli di lettura e complessità del romanzo.
In generale, come coltivare la crescita del fumetto? Gli editori si prefiggono di condividere la responsabilità di non “rompere il giocattolo” cercando l’allargamento del mercato con metodi che non danneggino il pubblico di riferimento. E, soprattutto, non buttandosi su questo genere solo perché al momento funziona.

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