“Guida ai Deserti d’Italia”: pubblicazione fotografica tra provocazione e monito

sabato, 5 Novembre 2022
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Di turistico visitando aree desertiche o mangiate dalla siccità c’è poco, semmai quella di Gabriele Galimberti, che ha fotografato i piccoli e, purtroppo, sempre più numerosi deserti italiani per farne una pubblicazione è una forte provocazione. “Guida turistica ai deserti d’Italia, paesaggi mozzafiato di cui il Bel Paese non avrebbe bisogno” rende esaustivamente il messaggio che il fotografo vuole lanciare. Il lavoro, vincitore nel 2021 del “World Press Photo”, rientra nel progetto “Acqua nelle nostre mani” sostenuto da una nota azienda di prodotti per lavastoviglie. L’Italia è un Paese a rischio desertificazione per oltre il 20% del territorio, come ha dimostrato la recente siccità, che solo quest’anno ha causato 6 miliardi di euro di danni all’agricoltura e ha distrutto i paesaggi fluviali più belli d’Italia a partire dalle rive del Po.

Il viaggio di Galimberti, svolto durante i mesi scorsi con la sua collega Camilla Miliani, documenta le “mete turistiche” anomale del nostro Paese in via di desertificazione. «Quello a cui stiamo assistendo – è spiegato nella guida – è un processo di desertificazione come risultato del degrado progressivo del suolo che coinvolge ecosistemi particolarmente delicati». Le foto, le testimonianze e le descrizioni dei luoghi hanno dato vita alla guida in formato cartaceo e digitale, densa di dettagli e di consigli turistici in modo da invitare le persone a visitare questi territori: fiumi diventati sentieri per escursionisti, laghi ridotti ad aride distese, paesaggi che nessuno si aspetterebbe di vedere.

Sono tanti i deserti lungo la Penisola, il più impressionante è quello del Trasimeno. Nel testo che accompagna le foto, Galimberti osserva: «Raggiungendo questo deserto in volo, non potrete non notare la macchia marrone che predomina la vallata. I più attenti tra di voi non mancheranno di notare anche le venature che oggi caratterizzano questa distesa. Venature che sarebbe meglio definire solchi creati dalla secchezza del terreno, già emblema di un inaridimento progressivo e che promette di aumentare».

Del resto, sono i dati, oltre che le immagini, a raccontarlo, con il 70% della Sicilia, il 57% della Puglia, il 58% del Molise e il 55% della Basilicata a rischio desertificazione. “Territori e scenari di cui l’Italia, indubbiamente, non avrebbe bisogno”, si legge nella nota di presentazione di questa singolare iniziativa editoriale. La foto di copertina, con un alberello rinsecchito e spettrale che fuoriesce da un terreno arido, testimonia il “deserto di Pozzillo”, che si estende per quasi 8 chilometri quadrati vicino ad Acireale, nel Catanese. Non lontano, beffardamente, dalla sorgente dove sgorgava un’acqua particolarmente amata dai residenti.

Tuttavia, ognuno nel proprio piccolo può fare ancora qualcosa. La pubblicazione suggerisce di utilizzare ad esempio lavatrice e lavastoviglie a pieno carico, riutilizzando l’acqua e bagnando fiori e piante con acqua utilizzata per altri scopi, irrigando campi e giardini la sera ed evitando di sciacquare i piatti a mano prima di metterli in lavastoviglie.

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