Minori, la Garante: «Ecco le cinque urgenze poste al Governo»

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I minorenni italiani hanno cinque urgenze: povertà, dispersione scolastica, tutela della salute mentale, diritti su internet, partecipazione alle decisioni che li riguardano. L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Carla Garlatti ha investito della questione il governo scrivendo alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La Garante chiede che queste dinamiche sociali, che minacciano pericolosamente un’età delicata, siano tra i primi interventi di Palazzo Chigi.

Povertà minorile. A fronte della presenza in Italia di un milione e 384mila minorenni in povertà assoluta, l’Autorità garante si è fatta portavoce di una recente presa di posizione della Rete dei garanti europei (Enoc) che ha sollecitato l’adozione di una serie di misure per far fronte all’aumento dei prezzi dell’energia e alla crisi economica determinata dalla pandemia. Tra di esse le politiche del reddito per assicurare che le famiglie con i minorenni beneficino di un sostegno finanziario, in particolare quelle in situazione di vulnerabilità. E’ importante, inoltre, che gli interventi siano compiuti tenendo conto dell’esperienza e delle opinioni dei minorenni stessi, specie quelli che vivono in povertà o sono a rischio.

Dispersione scolastica. Nel giugno scorso l’Autorità garante ha pubblicato un documento di studio sulla dispersione scolastica a seguito del quale la Garlatti ha formulato una serie di raccomandazioni, tre delle quali portate all’attenzione della presidente del Consiglio. «È necessario attivare un servizio di psicologia scolastica nelle scuole come misura strutturale, come d’altronde previsto dal piano infanzia – osserva la Garante – inoltre, occorrerebbe istituire aree di educazione prioritaria nelle zone del Paese a maggior rischio di esclusione sociale». Suggerito anche l’aggiornamento delle misure di sostegno al reddito attribuendo maggior rilievo ai nuclei familiari con minori a carico in condizione di vulnerabilità e prevedendo che la concessione del beneficio sia condizionata alla regolare frequenza scolastica dei figli e alla frequenza, da parte dello stesso percettore del reddito, di un percorso di formazione o istruzione.

Salute mentale. L’Autorità garante ha in corso una ricerca scientifica triennale su neuro-sviluppo e salute mentale dei minorenni in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità. Dopo i primi risultati, la Garlatti aveva evidenziato come i problemi manifestatisi durante la pandemia rischiano di diventare cronici e diffondersi su larga scala. A tal proposito nella nota a Palazzo Chigi l’Agia ha sollecitato la definizione di tre livelli essenziali delle prestazioni. Il primo riguarda la composizione minima delle équipe e degli standard di personale da garantire in ogni servizio che si occupa di infanzia e adolescenza. Il secondo prevede di definire percorsi integrati di cura e assistenza per offrire con tempestività un servizio universalistico. Il terzo richiede di assicurare la supervisione professione delle équipe che operano in campo sanitario e sociosanitario. Inoltre, l’Agia ha ribadito la necessità dell’istituzione di un servizio di psicologia scolastica.

Ambiente digitale. L’Autorità garante, insieme a Agcom e Garante della privacy, ha messo a punto in un tavolo al Ministero della giustizia una serie di proposte in tema di minorenni online. Tre di esse sono richiamate dalla nota inviata alla presidente Meloni. Per la verifica dell’età dei minorenni che accedono a social e app è stata chiesta l’introduzione di un nuovo sistema basato sulla certificazione dell’identità da parte di terzi, come avviene per la Spid. Rinnovata anche la proposta di innalzare a 16 anni l’età minima per prestare il consenso al trattamento dei dati personali da parte dei fornitori di servizi online, ai sensi del Rgpd. «Per i baby influencer – dice la Garante – ho sollecitato l’adozione di una disciplina che preveda la verifica dei profitti generati online dai minori e il diritto all’oblio per i contenuti pubblicati su richiesta diretta dei ragazzi, una volta compiuti 14 anni». Per loro, l’Autorità ha chiesto anche di estendere le tutele già previste per i minorenni che lavorano, come ad esempio nello spettacolo e nella pubblicità. Infine, per i casi di condivisione online delle foto dei figli da parte di genitori e parenti è stata sollecitata l’applicabilità delle disposizioni in materia di cyberbullismo, che consentono ai minorenni di chiedere direttamente la rimozione dei contenuti.

Partecipazione. La Garlatti ha sottoposto alla Meloni i contenuti del “Manifesto sulla partecipazione dei minorenni” lanciato nel 2021 dall’Autorità garante. In particolare, ha segnalato al Governo la necessità di adottare normative ad hoc per disciplinare, agevolare e sostenere la partecipazione dei minorenni alle decisioni che li riguardano affinché le loro opinioni siano tenute in adeguata considerazione.

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