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Elezioni Midterm USA: gli scenari e i più forti

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«Stiamo affrontando alcune delle forze più cupe che abbiamo mai visto nella nostra storia. Questi repubblicani Maga sono fatti di un’altra pasta. La democrazia è in pericolo, è ora di difenderla». Queste sono state le dichiarazioni del comandante in capo statunitense Joe Biden, durante le elezioni di metà mandato, in riferimento alla fazione sostenitrice di Trump all’interno del Grand Old Party.

Biden, così facendo, ha strutturato l’incipit di una vera e propria escalation dialettica a danno dei Repubblicani Maga, che hanno risposto alle accuse con forza, fino ad arrivare a definire la speaker della camera americana Nancy Pelosi come “un animale”. Alla luce di questi scontri è quindi chiara l’assoluta rilevanza che le elezioni di metà mandato ricoprono all’interno dell’assetto statunitense.

Esse difatti sono un appuntamento importante per la politica americana, poiché potrebbero avere ripercussioni sul margine di azione del presidente democratico Joe Biden, di qui alle prossime presidenziali che si terranno nel 2024. In attesa di conoscere i nuovi equilibri del Congresso, i media americani hanno tratto le prime conclusioni sulle elezioni di metà mandato.

L’onda rossa prefigurata da Trump, riferita ad una affermazione dei repubblicani nelle elezioni di Midterm, non c’è stata, tanto da far dire a Biden che è stata la miglior Midterm da 40 anni: «Abbiamo perso meno seggi alla Camera di qualsiasi presidente democratico nella sua prima elezione di Midterm in almeno 40 anni. E abbiamo avuto le migliori Midterm per i governatori dal 1986. Il popolo americano ha parlato», ha twittato Joe Biden il giorno dopo il voto.

Quali sono quindi i nuovi  scenari politici che si affacciano sull’America a seguito delle Midterm? Nonostante il presidente Biden non abbia tardato ad autoproclamarsi vittorioso, sembrerebbe che all’interno di queste elezioni non ci siano stati né vincitori né vinti.

È senz’altro vero che Biden, inaspettatamente, ha limitato i danni evitando la valanga rossa, ma i margini di distacco con i Repubblicani, come ci confermano gli stessi esiti, non sono oceanici. Inoltre il Partito Democratico non ha più il controllo del Congresso e questo è un fatto concreto e  politico che non può essere ignorato.

Ciò impone necessariamente alla Casa Bianca l’instaurazione di un dialogo con il Gop sulle questioni di maggiori rilevanza, a partire dalle leggi di spesa fino a arrivare ai temi più controversi, come la guerra in Ucraina. Inoltre è bene dire che una volta che il polverone del Midterm si sarà esaurito, l’attenzione si sposterà su un’altra battaglia non di poca rilevanza, ovvero quella  interna ai repubblicani.

Difatti dopo la sua ottima performance, il governatore della Florida Ron DeSantis è accreditato come lo sfidante di Donald Trump per la nomination alle presidenziali del 2024. E’ quindi evidente come le elezioni di medio termine hanno dimostrato ancora una volta la forte polarizzazione presente nell’ambiente americano,  non solo dal punto di vista meramente politico, ma anche strategico e comunicativo.

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