Calcio: Gelo in nazionale CR7-Bruno Fernandes, Joao Mario minimizza

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Stretta di mano fredda fra i due ma l'ex Inter: "Hanno un ottimo rapporto" LISBONA (PORTOGALLO) (ITALPRESS) – Le immagini hanno già fatto il giro del web e tocca a Joao Mario vestire i panni del pompiere. L'impatto dell'intervista di Cristiano Ronaldo al "Sun" rischia di ripercuotersi anche sulla nazionale portoghese: Bruno Fernandes, compagno di squadra di CR7 al Manchester United, al suo arrivo nello spogliatoio è apparso piuttosto gelido nei confronti del connazionale che gli tendeva la mano. "Ma era solo uno scherzo fra loro – minimizza Joao Mario in conferenza stampa – Bruno è stato uno degli ultimi ad arrivare e Cristiano gli ha chiesto se era venuto in barca. Hanno un ottimo rapporto, non c'è alcun problema fra loro. Uno dei vantaggi di essere in nazionale è che qui si cancella tutto, pensiamo solo all'obiettivo comune. Giocare un Mondiale è un sogno per molti, porta anche più responsabilità, siamo però abituati alle pressioni e non è una novità che l'attenzione qui sia sempre per Ronaldo", aggiunge l'ex Inter rispondendo a chi teme un effetto negativo in chiave Mondiale delle parole di CR7. Il cui futuro è sempre più lontano da Manchester. I media inglesi raccontano di uno Jorge Mendes attivissimo per trovargli una nuova destinazione, tanto da aver incontrato la scorsa settimana i dirigenti del Bayern Monaco. La soluzione più probabile però potrebbe essere rappresentata dal Chelsea: già in estate la nuova proprietà avrebbe voluto ingaggiare Ronaldo ma all'epoca Tuchel si era opposto. Oggi, però, in panchina c'è Potter che al contrario del suo predecessore accoglierebbe volentieri il portoghese. E mentre lo United valuta con i suoi legali quale azione intraprendere – si va verso la risoluzione del contratto con maxi-multa del giocatore – il "Sun" pubblica altri stralci dell'intervista che sarà trasmessa integralmente fra stasera e domani. Ronaldo punta il dito sull'atteggiamento della società dalla quale non si è sentito supportato in estate quando ha raccontato della malattia della figlia Bella, tre mesi dopo la morte del gemello della bimba. "Parlai con il direttore e il presidente ed era come se non mi credessero che c'era qualcosa che non andava, il che mi ha fatto stare male. Ma siamo stati una settimana in ospedale perchè Bella aveva un grosso problema, ho saltato la prima parte del precampionato per questo". E sui Glazer, proprietari dello United, aggiunge: "A loro non interessa del club sotto il profilo sportivo. Per loro è solo un modo di fare soldi attraverso il marketing. I tifosi dovrebbero sapere che i giocatori vogliono il meglio per il club, è per questo che sono tornato, amo lo United ma ci sono delle cose all'interno che non aiutano se si vuole raggiungere il livello di City, Liverpool o anche ora dell'Arsenal. Penso che sarà dura per lo United essere al top nei prossimi due-tre anni". – foto LivePhotoSport – (ITALPRESS). glb/red 15-Nov-22 14:14

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