Missile su Polonia, Meluzzi: “C’è chi vuole la guerra mondiale”

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Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti afferma che è stato un missile ucraino a colpire la Polonia e definisce l’offensiva russa alle infrastrutture energetiche “un crimine di guerra”. “Non vi è alcuna indicazione – ha dichiarato il segretario della Nato Stoltenberg – che la Russia stia in alcun modo preparando un’offensiva contro la Nato”. E ha aggiunto: “La Nato e gli alleati Nato non sono parte del conflitto in Ucraina. Forniamo il sostegno per il suo diritto di difesa”. Il missile che ha provocato due vittime in Polonia, deriva, secondo le indagini preliminari da un “errore tecnico”, come ha riferito a Bali il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Dunque nessun attacco russo alla Polonia come si era tentato di far credere, con il presidente ucraino Zelensky che aveva invocato immediatamente l’intervento della Nato. Ma sarà stato davvero un incidente o qualcuno ha tentato di far scoppiare la terza guerra mondiale? Lo abbiamo chiesto allo psichiatra, scrittore e opinionista Alessandro Meluzzi, fra i pochi ad aver assunto sulla guerra una posizione controcorrente.

Meluzzi, che cosa ha pensato quando ha letto la notizia del missile caduto sulla Polonia?

“Che i servi sono sempre peggiori dei padroni. Ormai è stato acclarato che si trattava di un missile ucraino, come del resto ha confermato addirittura lo stesso Biden. E’ possibile che il missile sia caduto in Polonia per errore, ma è altrettanto possibile, e direi pure evidente, il tentativo di provocare la terza guerra mondiale”.

Da cosa lo deduce?

“Ci sono segmenti dell’Alleanza Atlantica che insieme al presidente ucraino Zelensky, non accettano il fallimento di una strategia delirante che ha provocato la distruzione dell’Ucraina riducendola un cumulo di macerie. Ciò non sarebbe accaduto se la Nato non avesse armato il governo di Kiev fino ai denti, ma avesse cercato una pace onorevole per tutti. Ebbene, temo che questi soggetti siano intenzionati a far morire Sansone con tutti i filistei. Ma come italiano mi vergogno di ben altro”.

Cioè?

“Del fatto che settori della politica italiana, e mi riferisco in particolare al Pd e al cosiddetto Terzo Polo, stiano spingendo verso soluzioni avventatissime, andando addirittura oltre la prudenza della stessa Nato. Ma la cosa non mi stupisce affatto se pensiamo che si tratta delle stesse persone che continuano a sostenere la propaganda vaccinista andando contro la stessa Pfeizer. Vedo in tutto ciò una follia politica che francamente faccio fatica a comprendere, portata avanti da vecchi democristiani e neo pariolini”.

Il fatto che in Italia i media si siano affrettati a parlare di attacco russo andando a rimorchio di Zelensky e a condannare Mosca ancor prima di conoscere la verità, che vuol dire?

“Che i servi sono servi ancor prima che il padrone abbia deciso quale sia la verità. Purtroppo questa è la sinistra che abbiamo oggi in Italia, una sinistra passata dal ’68 al servilismo Nato senza soluzioni di continuità. Non a caso oggi sono vecchi democristiani come Letta o Franceschini ad essersi impadroniti dei resti di quello che fu il glorioso Partito Comunista di Gramsci, Togliatti, Longo, Berlinguer”.

Questa guerra vogliono continuarla ad ogni costo?

“Certo, e i servi sono convinti di non essere più dei servitori ben pagati se la guerra finisse. Mi pare evidente il tentativo odierno di Zelensky di coinvolgere la Nato in un conflitto mondiale, andando contro il realismo dello stesso Biden. Per questo dico che i servi sanno essere peggiori dei padroni”.

Come se ne esce?

“Non ne ho idea, non vedo prospettive all’orizzonte, specie in Italia dove si sta portando avanti un atlantismo esasperato, da guerra fredda, che ritengo completamente dannoso per i nostri interessi. Anche perché ai tempi di Sigonella c’era almeno il Pci che organizzava le marce della pace, mentre quello che fu il Pci, oggi preferisce marciare per la guerra”.

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