Missile. Da attacco a incidente. Ora Biden è pompiere e Zelensky palla al piede

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La comunicazione sul missile caduto sul territorio polacco, che ha fatto tremare il mondo, è stata gestita in modo grottesco. Si potrebbe dire, al limite della comicità, se non si trattasse di un argomento drammatico che ha coinvolto la vita di tanti innocenti e potrebbe riguardare l’umanità intera.

Una guerra che potrebbe trasformarsi, infatti, in un conflitto nucleare, se le potenze in ballo perderanno la lucidità, diventando le prime vittime della loro stessa propaganda.
Questo è il punto. L’Occidente, Bruxelles, Biden, dopo aver allarmato i popoli della terra sull’“attacco” militare russo alla Polonia, paese della Nato che avrebbe necessariamente fatto scattare l’articolo 5 del Trattato (l’obbligo dei paesi alleati, si legga gli Usa, di scendere in campo, a fronte della oggettiva dichiarazione di guerra di Mosca), dopo giorni febbrili di terrore, alternati a misteriosi silenzi, sono magicamente passati dalla parola “attacco” alla parola “incidente”.

Un termine che consente e consentirà ai diretti interessati di continuare a sostenere la solita narrazione, pur avendo alterato la cronaca, tirato ancora di più la corda politica e geopolitica, e cioè che è sempre colpa di Putin.
Emblematica la dichiarazione di Jens Stoltenberg, segretario generale dell’Alleanza Atlantica: “Di certo è stato un incidente, ma non è colpa dell’Ucraina, la Russia ha la responsabilità ultima, poiché continua la sua guerra illegale”.
E al G20 (guarda caso il missile è caduto a Przewodow, proprio in concomitanza con l’importante summit), tutti i paesi, salvo i non allineati, si sono adeguati alla versione. Che salva capra e cavoli. Capra americana e cavoli di Zelensky.

Adesso addirittura Biden passa per pompiere. Lui che ha sempre spinto sull’acceleratore dell’impatto emotivo collettivo (ha definito lo zar malato, macellaio, uno che non può stare al potere). Lui che ha oggettivi interessi in Ucraina (si pensi ai rapporti del figlio con le società che lavorano nel settore energetico). Adesso si sono accorti che aveva ragione il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan, ossia, che si è trattato di un missile di fabbricazione russa, caduto in Polonia perché colpito dalla contraerea ucraina.

La verità è semplice. Gli interessi e gli obiettivi no. Quindi, la considerazione da fare è che quando si sta veramente di fronte al pericolo di una catastrofe mondiale, finiscono i giochi, le manfrine e i posizionamenti tattici. E allora non si potrebbe gestire la guerra in Ucraina così? Con razionalità?
A conti fatti, è evidente chi teme ora di essere tagliato fuori e insiste con la sua narrazione estremista, anche a costo di innescare un’escalation incontrollabile: Zelensky, diventato una palla al piede pure per la Casa Bianca.

1 Comment

  1. Si sta ripetendo la storia di Calimero, il pulcino che si credeva nero, mentre era soltanto “sporco”. Sarebbe sufficiente “Lavarsi la coscienza” e non dovremmo piú temere guerre nucleari

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