Donne e violenza

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La violenza contro le donne ha da sempre costituito un problema senza limiti di luogo, di tempo, di cultura. Perciò, il 25 novembre è celebrata la giornata mondiale per ricordare le vittime di maltrattamenti, abusi e femminicidi e per combattere le discriminazioni e le disuguaglianze di genere.

Quindi una giornata mondiale per un problema globale, poiché la violenza contro le donne è senza dubbio un tema planetario.

Grazie al rapporto dell’OMS – Valutazione globale e regionale della violenza contro le donne: diffusione e conseguenze sulla salute degli abusi sessuali da parte di un partner intimo o da sconosciuti – si sono analizzati i dati sulla diffusione della violenza femminile, inflitta sia da parte del proprio partner, sia da sconosciuti.

Infatti, l’abuso fisico e sessuale ha colpito oltre il 35% delle donne in tutto il mondo e, cosa ben più grave, ad infliggere la violenza nel 30% dei casi è stato un partner intimo. E, dall’inizio dell’anno, sono state 91 le donne vittime di femminicidio in Italia e durante i mesi di lockdown è stata uccisa una donna ogni due giorni dal proprio partner.

La data del 25 novembre non è casuale, poiché quel giorno, nel 1960 nella Repubblica Dominicana, le tre sorelle Mirabal, considerate rivoluzionarie, sono state arrestate, torturate e violentate prima di essere uccise. Successivamente, nel 1999, la data è diventata il simbolo della lotta contro la violenza sulle donne per volontà delle Nazioni Unite.

La violenza contro donne quindi ha da sempre rappresentato una delle violazioni dei diritti umani più diffuse, persistenti e devastanti che, ancora oggi spesso non è denunciata a causa dell’impunità, del silenzio, della stigmatizzazione e della vergogna.

Tra l’altro, questo tipo di violenza può essere agita in modi diversi: fisica, sessuale, psicologica, ma anche economica. Ma, nonostante i differenti tipi di forma, la violenza è rimasta tale.

Di conseguenza, secondo l’Articolo 1 della Dichiarazione sull’Eliminazione della Violenza contro le Donne, è considerata violenza contro le donne: “ogni atto di violenza fondata sul genere che abbia come risultato, o che possa probabilmente avere come risultato, un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le donne, incluse le minacce di tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, che avvenga nella vita pubblica o privata”.

Inoltre, le conseguenze negative per la salute psicologica, sessuale e riproduttiva hanno colpito le donne in ogni momento della loro vita. Perciò, il sistema sanitario italiano, a disposizione di tutte le donne, italiane e straniere, ha posto una rete di servizi sul territorio, ospedalieri e ambulatoriali, socio-sanitari e socio-assistenziali, anche attraverso strutture facenti capo al settore materno-infantile, come ad esempio il consultorio familiare, al fine di assicurare un modello integrato di intervento.

Nello specifico, alcuni Pronto Soccorso in Italia hanno sperimentato un percorso speciale per chi subisce violenza, contrassegnato da un codice rosa, o uno spazio protetto, detto stanza rosa, in grado di offrire assistenza dal punto di vista fisico e psicologico e informazioni sotto il profilo giuridico, nel fondamentale rispetto della riservatezza.

Ad essere considerato un vero e proprio passo in avanti nella lotta contro la violenza sulle donne è stata la legge, nota come “Codice Rosso”, la quale è entrata in vigore nel 2019. Difatti essa ha rafforzato la tutela delle vittime dei reati di violenza domestica e di genere, ha inasprito le pene per i delitti di violenza sessuale e ha introdotto nuove specifiche fattispecie di reato e velocizzato le procedure a tutela della vittima.

In aggiunta, tale legge ha previsto, dopo il delitto di stalking, quello di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti senza il consenso delle persone rappresentate, noto come “Revenge Porn”. Inoltre essa è punitiva, poiché ha introdotto la reclusione da 8 a 14 anni per il delitto di deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso, mentre con l’ergastolo l’omicidio della vittima.

Tuttavia nessuna legge può essere considerata veramente efficace contro la violenza di genere quanto la prevenzione. Questa deve essere finalizzata all’educazione delle nuove generazioni, la quale deve partire innanzitutto dal rispetto delle differenze, per poi passare alla comunicazione dei mass media che deve divenire più rispettosa della figura femminile, per arrivare infine al raggiungimento dell’uguaglianza come valore universale.

Dunque, è necessario agire oggi, perché domani è già troppo tardi.

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