La favola dell’Arvalia Rugby: dal Corviale alla Serie A

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La classifica recita male, penultimo posto, perché nello sport lo scotto del noviziato è pesantissimo. Ma il dato agonistico è quello che conta meno rispetto alla favola dei ragazzi dell’Arvalia Villa Pamphili Rugby, partiti anni fa dai portici del Corviale e approdati un po’ a sorpresa in Seria A, il secondo campionato dopo l’Elite. L’inaspettata ammissione in A è dovuta al ritiro dell’Amatori Catania e alla conseguente proposta di ripescaggio, che il club del presidente Pietro Pagnoni ha subito accettato con entusiasmo.

La squadra si allena nel campo a due passi dal “Serpentone”, entrato nell’immaginario collettivo come simbolo del degrado delle periferie metropolitane. Ma è proprio in questi luoghi che i miracoli avvengono. Inaugurato nel 2007, lo Stadio del Rugby di Corviale, è stato il primo impianto sportivo comunale dedicato alla palla ovale, costruito a Roma dopo il 1948. Dotato di un campo da gioco regolamentare in erba sintetica di ultima generazione, una tribuna da 300 posti e una capienza generale di 2000 persone, lo Stadio del Corviale può considerarsi uno dei migliori impianti della regione.

Progetto di vita. La Serie A è il coronamento di un sogno nato nel 1980 dall’idea visionaria di Salvatore Gallo, rugbista e docente di educazione fisica all’Istituto tecnico commerciale Ceccherelli, di introdurre il rugby nei quartieri di periferia. Affilia la squadra alla Fir ricoprendo la carica di presidente della Società sportiva Ceccherelli. Gallo si dimostra un vero pioniere e dopo aver consolidato la squadra maschile apre anche alle ragazze.

Successivamente il club prende il nome del campo in cui si allena, Villa Pamphili, e nel 2007 l’XI Municipio premia la tenacia e gli sforzi profusi dai ragazzi del Corviale regalando loro un nuovo stadio del rugby.

Da quindici anni l’impianto è la casa del Villa Pamphili, ma anche luogo di aggregazione per i ragazzi di un quartiere socialmente complesso. Non solo. Il club di Pagnoni ha messo al centro della rivalutazione del quartiere lo sport e tutte le possibili iniziative a sfondo sociale: dall’avviamento al rugby per i bambini delle aree disagiate limitrofe ai progetti a sostegno delle donne vittime di abusi e violenze, fino all’iniziativa “una palestra per il Corviale” a sostegno degli ultracinquantacinquenni non economicamente in grado di sostenere spese per la ginnastica posturale. «Credo che Roma possa festeggiare il fatto di avere un’altra squadra di rugby in un campionato importante come quello della serie A – dice Pagnoni – siamo certi che Comune e Municipio ci saranno vicini per sostenere una grande occasione di visibilità per il quartiere e per la città intera».

Il rapporto con il quartiere. L’Arvalia rugby in questi anni si è guadagnato il rispetto di un quartiere che ha pian piano attirato su di sé l’attenzione delle più alte istituzioni politiche e sportive: dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella al numero uno di Sport e Salute Vito Cozzoli tutti. L’obiettivo è quello di riscattare quel famoso chilometro di cemento, provando, prima di tutto, a togliere i bambini dalla strada anche se i ragazzi del “Serpentone” entrati in contatto con il rugby finora sono pochini. Ma non mancano le belle storie di riscatto come quella di Yuma Santoro “anima di periferia”, giunto con merito fino alla Lazio Rugby, nella ex Top 12.

Dopo un’adolescenza caratterizzata da piccole risse, un arresto e qualche lotta territoriale, a 22 anni Yuma è arrivato alla Lazio avviando con uno dei suoi migliori amici il marchio di abbigliamento Murder Stuff. «Il rugby mi ha salvato dal degrado. Mi ha fornito una valvola di sfogo – raccontò a Tuttosport – quando ero più giovane mi arrabbiavo, litigavo. Io sono uno positivo, ma tengo le cose dentro, accumulo». Yuma è stato, insieme agli amici Valeria e Lorenzo, uno dei protagonisti di Anime di periferia”, documentario scritto e diretto da Antonella Matranga che ha narrato la squadra di rugby Arvalia Villa Pamphili, per raccontare il mondo della periferia di Roma e della gioventù che le ruota attorno.

Intanto c’è da raggiungere il traguardo sportivo di questa stagione: conservare la Serie A tanto agognata. Sarà difficile, considerata la caratura delle avversarie, ma resta l’impresa dei ragazzi del Corviale, capaci di entrare con determinazione nel cuore del quartiere.

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