Violenza di genere: presentato a “Senago dice NO” il progetto “Valigia di Salvataggio”

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La valigia di salvataggio è un progetto nato nel cuore del Salvamamme, di cui sono presidente onoraria dal 98, ed è nato per soccorrere le tante donne che scappavano di casa rivolgendosi a noi. La Presidente Grazia Passeri l’ha creato per le donne che non potevano tornare a casa.Di valigie in questi anni ne abbiamo consegnate a migliaia, è la spinta a non tornare indietro, a prendere finalmente quella decisione di lasciare tutto alle spalle: maltrattamento, violenza, dolore, sopraffazione…una vera valigia che contiene tutto ciò che serve alla donna nei primi giorni del distacco da casa. Una luce nel buio della disperazione e delle insicurezze, un gesto nella solitudine, per salvare una vita, perchè questa è la cosa principale a cui pensare” – lo ha detto in un video-saluto Barbara De Rossi, all’apertura dell’incontro “Senago dice NO”, promosso dal Comune di Senago, in collaborazione con Salvamamme, il Gruppo Sportivo Fiamme Oro Rugby della Polizia di Stato, Autostrade per l’Italia Spa, l’Azienda Consortile “Comuni insieme”, e il Centro Antiviolenza HARA – Ricomincio da me, che si è tenuto ieri sera a Villa Sioli.

Senago è da sempre in prima linea contro la violenza sulle donne, ogni anno con iniziative differenti, ma che hanno la stessa finalità: aumentare e promuovere tra i cittadini la consapevolezza degli strumenti che la pubblica amministrazione mette a disposizione di tutte quelle donne che dovessero trovarsi in queste situazioni – ha spiegato il sindaco Magda Beretta durante i saluti istituzionali, che ha aggiunto – “non sei sola non è solo uno slogan, ma un impegno concreto teso a tutelare donne e bambini che si trovano in queste incresciose condizioni e a combattere la paura e l’inconsapevolezza che spesso sono i principali fattori che vanno a sfociare poi in femminicidi“.

Le ha fatto eco l’Assessore alle Pari Opportunità, Tania Salamone: “l’incontro di questa sera rappresenta per Senago una preziosa opportunità per creare una nuova sinergia tra diverse realtà che operano sul territorio nazionale con il fine ultimo di assistere le donne vittime di violenza ed i loro figli, vittime innocenti di situazioni di instabilità familiare che sempre più spesso sfociano in fatti di cronaca che mai vorremmo accadessero. Perchè unendo le forze si può diventare più forti anche sotto il profilo della prevenzione“.

Durante l’iniziativa, moderata dal vicesindaco di Senago, Saverio Cucinotta, che ha visto anche l’intervento di Chiara Gambarini, Psicologa di Comuni Insieme, il direttore generale di Salvamamme, Katia Pacelli, affiancata da Massimiliano Bizzozzero, referente Attività Sociali delle Fiamme Oro Rugby della Polizia di Stato, partner in diverse progettualità dell’associazione, hanno presentato il progetto dedicato alle donne vittime di violenzaValigia di Salvataggio” nato per sopperire alle richieste di aiuto delle vittime che scelgono di allontanarsi rapidamente da una casa che può diventare una trappola mortale e che, al momento della fuga, non hanno il tempo né il modo di portare con sé oggetti personali. A loro, che non devono “tornare indietro” viene consegnata una valigia che, oltre ai di beni di prima necessità, prevede servizi di accoglienza, sostegno psicologico e legale e quanto necessario, accompagnandole alla presa in carico dei Centri Antiviolenza della rete del 1522. In presenza di bambini l’associazione ha istituito in abbinamento la “Valigina di Salvataggio con giocattoli, quaderni, colori, vestiti, cibo, latte in polvere e altro in base alla loro età. Grazie alla collaborazione e al sostegno di Autostrade per l’Italia, per rafforzare la rete di salvataggio nazionale è nato “Un’autostrada per non tornare indietro”, che ha l’obiettivo di rendere itinerante l’operato di sensibilizzazione, conoscenza e formazione di Salvamamme nelle principali città italiane allargando il raggio di azione in altre regioni italiane al di fuori del Lazio incontrando le Istituzioni, le Forze dell’Ordine, le Associazioni locali accreditate e i cittadini per creare “un’autostrada” fatta di consapevolezza e azioni concrete” che porti velocemente le donne maltrattate verso un futuro migliore.

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