Congresso Pd, Nardella scopre le carte (e la terza via)

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E’ in programma domenica a Roma presso il Cinema “Quattro Fontane”, l’assemblea indetta dal sindaco di Firenze Dario Nardella dal titolo “IdeaPd. Una nuova comunità democratica”.

Vi parteciperanno sindaci, amministratori locali, associazioni, realtà imprenditoriali per discutere di molti temi, in primo luogo di economia e di ambiente. Ma c’è grande curiosità intorno all’evento, perché ci si attende da Nardella un annuncio circa la posizione che intenderà assumere in vista del congresso nazionale del Pd, previsto il 19 febbraio con lo svolgimento delle primarie. Il fatto che Nardella abbia scelto Roma per il debutto della sua componente politica e non la sua Firenze, sta a dimostrare l’intenzione di ragionare in un’ottica di leadership nazionale e di voler quindi volare alto.

L’attivismo del primo cittadino fiorentino lascerebbe presupporre l’intenzione di scendere in campo nell’agone congressuale e candidarsi a capo di una fantomatica corrente dei sindaci che dovrebbe vederlo in tandem con il collega di Pesaro Matteo Ricci. Ma se lo farà si troverà a rappresentare una sorta di terza via, fra il riformismo di Bonaccini e l’esigenza di riportare al centro i temi cari alla sinistra socialista, liberal e ambientalista che contraddistinguono l’agenda di Elly Schlein. Come potrà collocarsi in questo scenario? Con quale tipo di proposta politica? Che idea di partito?

Sembra che a scoraggiare Nardella siano intervenuti negli ultimi giorni alcuni endorsement di sindaci, amministratori e dirigenti toscani a sostegno della candidatura di Stefano Banaccini che è stata già ufficializzata. In favore del governatore dell’Emilia Romagna si sono già pronunciati il Presidente della Toscana Eugenio Giani, il presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo e l’eurodeputata Simona Bonafè. Nel suo stesso territorio quindi, sono già tre i big di peso pronti a non sostenerlo nell’eventuale corsa alla segreteria. In più, stando ai sondaggi, la candidatura del sindaco di Firenze non riscuoterebbe grandi consensi fra i militanti dem, come testimoniato da una rilevazione de La Stampa che gli attribuirebbe appena un 2,5%.

Nardella quindi ha due possibilità: candidarsi contro Bonaccini ed Elly Schlein cercando di incarnare realmente una terza via, oppure accordarsi con uno dei due avversari e portare in dote il peso della sua componente. Domenica si vedrà anche quanto pesa davvero la sua “corrente” e chi sarà disposto a seguirlo. Sembrano voler essere della partita con lui i sindaci di Bologna Matteo Lepore e di Napoli Gaetano Manfredi che saranno presenti domenica alla convention e potrebbe aggiungersi anche quello di Milano Beppe Sala. Ci sarà anche l’ex sindaco grillino di Parma Federico Pizzarotti. 

Dario Franceschini e Nicola Zingaretti stanno lavorando perché corra in ticket con la Schlein, per battere Bonaccini in primo luogo, ma anche per “moderare” la candidatura dell’ex vice governatrice dell’Emilia, considerata troppo di sinistra. E nella corrente Area Dem che fa capo a Franceschini, molti temono che schierare la Schlein contro Bonaccini con un programma fortemente radicale incentrato sui diritti civili, su una concezione massimalista del lavoro e sull’ambientalismo militante green, favorisca la vittoria a tavolino del governatore emiliano. Con Nardella al fianco invece la partita sarebbe apertissima e anche i moderati si sentirebbero garantiti e non obbligati a votare Bonaccini.

Ma anche quest’ultimo starebbe lavorando per un accordo con il sindaco di Firenze, e proprio il governatore toscano Giani e il presidente del consiglio regionale Mazzeo si starebbero impegnando a caldeggiare un’intesa fra i due, che rappresenterebbe di fatto un’alleanza dei territori contro la nomenclatura. Anche perché sia Bonaccini che Nardella sembrano fare leva sulle realtà locali da cui sperano di ricevere il supporto necessario.

Per il momento però Nardella non si sbilancia, anche per mantenere alta l’attenzione sull’appuntamento di domenica. Si è limitato a chiamare Bonaccini per complimentarsi con la decisione di candidarsi: “Ho chiamato Stefano per fargli un sincero in bocca al lupo – ha detto – Vogliamo essere protagonisti di questo congresso a partire dai contenuti e lavoriamo perché domenica a Roma ci sia un bel confronto sulle idee”.

Ma sul suo prossimo futuro è tutto rinviato: “Prenderemo le decisioni dopo domenica. Lo faremo insieme al nostro mondo politico di riferimento. L’ho sempre detto, prima le idee e poi i nomi. Ora siamo concentrati a organizzare una bella giornata di confronto, poi vedremo”.

Il tempo stringe, ma è chiaro che già da lunedì saranno più chiare anche le intenzioni di Nardella. Se sceglierà di correre indicando una terza via dovrà saperla costruire davvero, ma se deciderà di schierarsi con Bonaccini o Schlein dovrà accertarsi che il suo mondo, quello che domenica sarà a Roma a sostenerlo, sia pronto a seguirlo e a non sfaldarsi su una scelta controversa. Per lui insomma la sfida è soltanto all’inizio.

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