Rifiuti, ecco “l’Italia che ricicla”

2 minuti di lettura

Paradosso Italia. Il Belpaese è primo in Europa per riciclo dei rifiuti e secondo per la quota di materiale riciclato e reimmesso nell’economia nell’uso complessivo dei materiali, ma ne esporta ancora troppi, anche per mancanza di un adeguato sistema impiantistico, soprattutto nel Centro-Sud. Tuttavia, emergono più dati positivi che negativi dallo studio annuale “L’Italia che Ricicla”, presentato da Assoambiente, l’associazione che rappresenta le imprese che operano nei settori igiene urbana, riciclo, recupero, economia circolare, smaltimento rifiuti e bonifiche. Secondo il rapporto occorre sfruttare l’irripetibile occasione del Pnrr puntando su strumenti come gli acquisti ecologici nella Pubblica amministrazione e gli incentivi fiscali sui prodotti riciclati in grado di far compiere il definitivo salto di qualità all’industria di settore.

Bene il riciclo. L’Italia, dunque, è al primo posto in Europa per tasso di avvio al riciclo dei rifiuti (sia urbani sia speciali), rispetto al totale con l’83,2% (riferito all’ultimo dato disponibile del 2020) e superiore alla media Ue (39,2%), a Spagna (60,5%), Francia (54,4%) e Germania (44%). Guardando al tasso di circolarità dei materiali, l’Italia, con il 21,6%, è poco sotto il primato della Francia (22,2%) e comunque sopra la Germania (13,4%) e la Spagna (11,2%) e, più in generale della media Ue (12,8%). Quanto agli impianti, se la Germania con 10.497 è leader europea, l’Italia è seconda con 6.456 impianti di recupero di materia di media-piccola dimensione e nel centro-nord, seguita dalla Spagna con 4.007.

Di contro, sempre nel 2020 l’Italia ha esportato 4,2 milioni di tonnellate di rifiuti, inviati oltre confine dove per lo più vengono recuperati. Un paradosso, appunto, «che nel medio-lungo termine – rileva Assoambiente – andrà colmato, attivando incentivi e investimenti per gli impianti, affinché maggiori volumi di rifiuti riciclabili vengano recuperati nel nostro Paese, anche per ovviare alla cronica mancanza di materie prime, così come a creare sbocchi occupazionali verso la transizione ecologica». Per cui l’industria del riciclo deve essere, secondo il rapporto, «il fulcro di una nuova strategia di sviluppo del Paese, basata sempre più sull’economia circolare». Quanto ai dati locali, la Lombardia ospita il 22% dell’impiantistica nazionale dedicata al recupero di materia ed è la regione che ricicla di più, con un totale di poco più di 31 milioni di tonnellate avviate al recupero, seguita da Veneto con oltre 12 milioni ed Emilia-Romagna con 10 milioni.

Pochi impianti. Le carenze impiantistiche non riguardano solo il riciclo, ma anche la gestione degli scarti non riciclabili. Il rapporto segnala nodi strutturali come «la lunghezza delle procedure autorizzative, la complessità del panorama normativo-regolatorio e la farraginosità del sistema dei controlli a cui si aggiunge l’incremento dei costi energetici che le aziende del riciclo si trovano a fronteggiare».

«Il riciclo dei rifiuti – riflette Paolo Barberi, vicepresidente di Assombiente – oltre alla valenza centrale che riveste per la transizione ecologica – risulta ancora più strategico per accrescere la resilienza economica del nostro Paese, tradizionalmente povero di materie prime. Il salto di qualità per il settore, anche per il buon esito della parte di Pnrr relativa alla gestione rifiuti, potrà arrivare solo con la piena implementazione delle riforme». Tra le proposte operative di Assoambiente c’è la fondamentale introduzione dei Certificati del riciclo e incentivi fiscali (ad esempio l’Iva agevolata), come previsto dalla Strategia nazionale per l’economia circolare, per rendere competitivi i materiali riciclati rispetto alle materie prime vergini. Serve poi l’adozione delle norme tecniche che dovrebbero regolamentare il settore favorendo la creazione di un mercato stabile e trasparente, siano esse relative all’End of Waste, ai sottoprodotti o ai Criteri ambientali minimi per le gare pubbliche. Per Assombiente, infine, va rafforzata e resa effettiva la domanda pubblica di prodotti riciclati.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

QuiEuropa Magazine – 26/11/2022

Articolo successivo

Maltempo a Ischia, acqua e fango invadono strade e case

0  0,00