Ischia. La maledizione di Casamicciola rischia di diventare la maledizione italiana

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Adesso comincerà, come per il terremoto dell’Aquila e di Amatrice il solito balletto virtuale e parolaio cui parteciperanno, come stanno già facendo, politici, giornalisti, intellettuali, studiosi, nuovi e vecchi esperti dell’ambiente ed esponenti delle istituzioni. E dopo i “soloni in camice bianco” (durante il contagio), i “guru della geopolitica” (appena scoppiata la guerra in Ucraina), ora per qualche tempo saranno in auge “i sacerdoti verdi”, che ovviamente collegheranno il tragico evento di Ischia alla transizione energetica da velocizzare.

Al centro dei sermoni, il riscaldamento del pianeta, il degrado ambientale, l’insensibilità della politica circa le tematiche relative ai rischi sismici e idrogeologici della penisola e, autentica emergenza morale, i condoni.
Sul banco degli imputati il governo Conte che ha fatto quel famoso condono che per molti osservatori sarebbe la causa del mancato controllo dell’isola, compresa la chiusura della missione “Italia-sicura”, voluta da Renzi. Una decisione nel nome dell’ossessione anti-corruzione tipica dei grillini.

Ma come si può amministrare seriamente una realtà locale che vede più della metà della popolazione chiedere e ottenere in larga parte il condono di abitazioni costruite in modo barbarico? Ci sarebbe da mettere in galera chi ci abita (per ignoranza atavica, incultura), chi autorizza amministrativamente tali costruzioni e gli architetti o i geometri che le mettono in piedi.
Tutto il mondo ricorderà il concetto inquietante di “abusivismo di necessità”: un modo per legittimare e coniugare l’illegalità con le esigenze di sopravvivenza della popolazione. Ma è anche vero che adesso non si può demolire con la ruspa un’intera isola, sinonimo ormai di abusivismo congenito (case sui fiumi, sugli argini, sugli speroni di montagna, case su case, come le favelas brasiliane).
E paradosso del destino, l’ex sindaco di Casamicciola (comune commissariato), si chiama proprio come il leader dei 5Stelle: Giuseppe Conte.

E dopo la retorica dei morti, del disastro annunciato, della lontananza delle istituzioni, con la passerella di amministratori che si lamenteranno (la sindrome dell’abbandono), tentando di strumentalizzare la vicenda, dando la colpa sempre a dei nemici, dimenticando le proprie responsabilità, sicuramente tornerà il silenzio su un territorio nazionale strutturalmente e morfologicamente a rischio. Rischio terremoto, rischio erosione, rischio depauperamento, rischio frane, smottamenti.

Affrontare il tema-Ischia dicendo che manca una prevenzione, un controllo dei territori (urbanistica, argini dei fiumi, boschi da non smantellare, tagliare sistematicamente), è una banalità.
Così come reiterare la solita battaglia ideologica tra l’ecologismo di sinistra che pensa all’ambiente senza l’uomo, come fosse un museo, e l’accusa rivolta alla destra di un ambientalismo conservatore, dove l’uomo e la natura convivono, sinonimo invece, di cementificazione e saccheggio del territorio, è stucchevole e inutile.
Bisognerebbe recuperare decenni di errori e di cecità amministrativa, mancanza di visione e lungimiranza ministeriale. Ma finché avremo classi dirigenti ottuse che pensano solo alla loro rielezione e sindaci che si limitano al consenso, anche a costo di condannare i propri cittadini all’immobilismo, non se ne esce.
La maledizione di Casamicciola rischia di trasformarsi nella maledizione di tutta l’Italia.

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