Apre a Modena, prima città italiana, la casa dei fattorini specializzati nelle consegne di cibo a domicilio. In questo chiosco, che romanticamente ricorda le stazioni di posta delle diligenze, i rider potranno fermarsi in sicurezza e al riparo, per riposarsi, ricaricare i cellulari e riorganizzare il lavoro, dal venerdì alla domenica dalle 20 alle 23. Il Comune di Modena ha messo a loro disposizione il punto “Città sicura” di piazzale Natale Bruni, di fronte al Tempio, applicando il protocollo d’intesa per la promozione di una buona occupazione nel settore del “food delivery” sottoscritto il 24 febbraio del 2021 con le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil.
Tra gli obiettivi principali del protocollo, che ribadiva che il lavoro deve essere di qualità, stabile e adeguatamente remunerato, rivendicando il riconoscimento di pieni diritti e tutele ai ciclofattorini al pari dei lavoratori subordinati, c’era anche quello di migliorare le condizioni del lavoro quotidiano dei rider modenesi, stimati in oltre quattrocento, attuando azioni concrete come, appunto, mettere a disposizione spazi coperti dove sostare. Livelli minimi di tutela, insomma, che garantiscano condizioni di lavoro eque e dignitose indipendenti dalla qualificazione del rapporto per l’esercizio della propria attività lavorativa mediata, organizzata o gestita da una piattaforma digitale che determina le caratteristiche della prestazione dei servizi forniti o del bene venduto e ne fissa il suo prezzo.
Nell’occasione, la giunta comunale di Modena si impegnava a individuare interventi mirati al fine di migliorare le condizioni materiali di lavoro quotidiano dei ciclofattorini mediante la predisposizione di strumenti, luoghi, procedure, che potessero rendere più sicure e più dignitose le modalità con le quali si sviluppano le prestazioni di lavoro: a titolo esemplificativo, l’allestimento di spazi al coperto dove sostare in sicurezza e al riparo, dove ricaricare i cellulari, dove procedere alla manutenzione dei mezzi, anche attraverso la ricerca di collaborazione con officine o altri esercizi del territorio. In tali spazi, in futuro, è prevista l’apertura di sportelli informativi con tutte le informazioni utili per emergenze, viabilità, servizi pubblici. Non solo. L’amministrazione comunale promuoverà l’intesa nei confronti degli operatori economici presenti sul territorio comunale e conseguentemente favorire confronti sindacali che definiscano l’estensione e il riconoscimento dei diritti e delle tutele tipici del lavoro subordinato.
«La casa dei rider – commenta Andrea Bosi, assessore al Lavoro del Comune di Modena – è un nuovo tassello per rafforzare la qualità del lavoro e in particolare del lavoro fragile. Cominciamo adesso, nei giorni delle feste natalizie, quando la maggior parte di noi sarà a casa con i propri affetti e invece i rider percorreranno le strade al freddo. Mettere a loro disposizione un riparo caldo e sicuro è un piccolo passo, ma molto concreto, nel percorso di tutela di questi lavoratori».
L’assessore ha ringraziato, quindi, anche le organizzazioni sindacali che «hanno compiuto questo percorso insieme al Comune». La casa dei rider nel chiosco di fronte al Tempio rimarrà attiva, in via sperimentale, fino alla fine di febbraio 2023, nelle sere di venerdì, sabato e domenica dalle 20 alle 23. La sicurezza dello spazio di accoglienza sarà garantita da un servizio di portierato attivato dal Comune. La sperimentazione sarà monitorata per valutarne l’efficacia in termini di risposta ai bisogni e di effettivo miglioramento della qualità della vita dei lavoratori coinvolti. «L’obiettivo nei prossimi mesi – continua Bosi – è quello di individuare altri due luoghi da mettere a disposizione dei rider per i periodi più freddi e auspico che anche le aziende di food delivery facciano investimenti per il benessere dei loro operatori o dipendenti».



