Che bomba! Bolton vuole cacciare la Turchia dalla Nato

venerdì, 6 Gennaio 2023
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In un recente articolo, pubblicato sul sito del British Daily Telegraph, John Bolton ha attaccato con inaudita ferocia gli alleati “tiepidi” e troppo filorussi della Nato.  L’ex consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, ruolo che aveva ricoperto durante la presidenza di Donald Trump, ha criticato la Germania di Olaf Scholz. Il Cancelliere tedesco, a detta di Bolton, al momento della sua elezione aveva promesso un consistente aumento del budget per la difesa, ma alle parole non sono seguiti i fatti: nel 2023 la Germania spenderà per la difesa meno dell’anno precedente. Bolton ha poi criticato anche Macron, per aver preso in considerazione misure diplomatiche per porre fine ai combattimenti in Ucraina. Altra nota di demerito, il presidente francese ha riconosciuto le preoccupazioni di Mosca sull’espansione della Nato verso est.

Ma è alla Turchia che Bolton ha indirizzato le critiche più dure. Da quando la Russia ha invaso l’Ucraina, la Turchia ha rifiutato di accettare la campagna di sanzioni di ritorsione guidata dagli Usa. Nonostante il fatto che l’esercito turco sia il secondo più cospicuo della Nato, Ankara ha limitato i suoi aiuti militari a Kiev. Inoltre, i funzionari di governo turchi sono rimasti per lo più neutrali e hanno cercato di mediare una fine diplomatica del conflitto russo-ucraino. Se Erdogan fosse rieletto entro la fine dell’anno, ha proseguito Bolton (cosa che secondo lui avverrebbe con la frode elettorale), la Nato dovrebbe seriamente mettere in discussione l’adesione della Turchia all’Alleanza atlantica. Quello che proprio non piace ai neocons americani è la politica “neo-ottomana” di Erdogan. Da almeno dieci anni, infatti, la Turchia è tornata ad essere un crocevia di interessi e scambi internazionali, una cerniera fra oriente e occidente, fra Russia e Nato, fra Cina ed Europa.

L’esercito turco dalla fine dell’Impero ottomano è stato il vero e proprio cardine della nazione, garante della laicità dello Stato in un paese fondamentalmente islamico sunnita. Il 15 luglio 2016 una parte delle forze armate turche ha tentato di cambiare indirizzo politico, mettendo in atto un colpo di stato, per rovesciare il regime del presidente Recep Tayyip Erdogan. Ma il golpe è fallito. Erdogan si è salvato per il rotto della cuffia. Sembra che l’assassinio del “Sultano” sia stato impedito da una soffiata, arrivata dai servizi di intelligence russi. Da quel giorno Erdogan, con spietata determinazione, ha epurato dall’esercito turco e dalla pubblica amministrazione tutti i sospetti filoatlantisti, nemici del suo regime. Di nuovo, in questo frangente, Erdogan è stato messo nel mirino da un esponente dei neocons, falco tra i più falchi, con un richiamo ad una più stretta osservanza del Patto atlantico. Probabilmente, il presidente turco dovrà fare molta attenzione in futuro. Potrebbero riprovarci, come nel 2016.

 

 

 

 

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