Riforma in Vaticano: zero tolleranza su anomalie fiscali e abusi

sabato, 14 Gennaio 2023
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Il giorno seguente la morte di Ratzinger, Papa Francesco ha pubblicato  la costituzione apostolica “In Ecclesiarum Communione”, che sostituisce la “Ecclesia in Urbe” di Giovanni Paolo II del 1988 e che ne riorganizza l’ordinamento interno.

La funzionalità di tale costituzione è quella di conferire maggiore collegialità e presenza del Papa, in veste di Vescovo di Roma, in ogni decisione pastorale, amministrativa ed economica di rilievo della diocesi di Roma.

Ciò che ha suscitato l’interesse pubblico sono gli articoli della costituzione apostolica riguardanti le figure apicali del Vaticano: Il cardinale vicario, il vicegerente ed i vescovi ausiliari. Difatti il pontefice ha rivisto il ruolo del cardinale vicario, attualmente ricoperto da Angelo De Donatis, nominando un nuovo vicegerente: monsignor Baldassare Reina.

Sulla stessa linea d’azione, presso il Vicariato di Roma, viene istituito un organo di controllo interno, ovvero una commissione di vigilanza con un proprio Regolamento approvato dal Papa, al fine di sorvegliare in materia di finanza ed abusi.

E’ quindi evidente che la riforma costituisce una chiara presa di posizione da parte di Papa Francesco, posizione che ha suscitato perplessità e critiche provenienti dallo stesso mondo cattolico.

Difatti l’arcivescovo ed ex segretario di Ratzinger, George Gänswein, ha sollevato diverse polemiche in merito alla nuova costituzione apostolica, probabilmente per le tempistiche di uscita della stessa.

La risposta di Papa Francesco, è stata repentina e molto chiara nel suo intento: “Adoriamo Dio e non il nostro io; adoriamo Dio e non io falsi idoli che ci seducono col fascino del prestigio e del potere, con il fascino delle false notizie; Adoriamo Dio per non inchinarci davanti alle cose che passano e alle logiche seducenti ma vuote del male”.

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