Italiani sempre più spaventati per il futuro: di chi è la colpa?

giovedì, 9 Febbraio 2023
1 minuto di lettura

La paura del futuro si diffonde tra gli italiani: sono aumentati i rischi o è colpa della comunicazione?

Nel 2022 i cittadini si sono manifestati molto più pessimisti rispetto al 2021 in ambito economico. Stando ai dati raccolti da una ricerca Ipsos di fine ottobre, il 31% si dichiara spaventato e il 45% preoccupato rispetto alle prospettive dei prossimi 3 anni. All’aumento della paura si affianca la necessità di tutele sociali e la rassicurazione trovata nella propensione al risparmio.

Ma qual è la responsabilità dei media su questo pessimismo? Il catastrofismo è insito nelle persone o questa è una conseguenza di una comunicazione incentrata sulla “negatività”?
Certo è che il 2022 sia stato caratterizzato da fenomeni inediti quali: il conflitto in Ucraina, l’inflazione e la crisi energetica… Contribuendo a modificare il positivo clima sociale generatosi dalla grandissima ripresa economica dell’Italia nel 2021 e generando un pessimismo verso il futuro, nonché una crisi sociale acuta.

Ma nonostante sia cresciuto il numero delle persone insoddisfatte, c’è una diffusa solidità finanziaria.
Le preoccupazioni e le angosce raccolte, non fanno altro che confermare l’immagine di una comunicazione incentrata sull’enfatizzazione della negatività rispetto alle buone notizie. A partire dai fatti di cronaca, fino a giungere alle statistiche oggetto di tali ricerche.

Persone dimostratesi bloccate da timori e da attendismo, il bisogno di un orientamento costruttivo verso il futuro da cavalcare, un aiuto che andrebbe rivolto alle persone per essere realmente artefici del proprio destino.
Sono solo alcuni dei punti da cui potremmo ripartire per divenire meno suscettibili ai negativi input della narrazione.

Maria Longobardi

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.