Firenze. Cosa c’è dietro lo scontro tra i ragazzi?

venerdì, 24 Febbraio 2023
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E’ ormai sulla bocca di tutti la rissa tra ragazzi che si è verificata sabato mattina davanti al Liceo Michelangiolo di Firenze, uno degli istituti superiori più rinomati della città. Il sindaco Dario Nardella ha commentato l’accaduto definendolo “un’aggressione squadrista” da parte dei militanti di Azione studentesca nei confronti di studenti appartenenti al collettivo Sum.

Invece, secondo la versione dei diretti interessati, ci sarebbe stata prima di sabato, un’imboscata ad alcuni membri di Azione Studentesca, a cui avrebbero partecipato studenti dei collettivi di sinistra, armati di cinghie. La violenza di sabato al Michelangiolo è stata forse una reazione?

La Digos sta indagando per chiarire la vicenda che ha come prima protagonista la violenza. Una violenza figlia di un clima politico. Il tema è però datato, poiché la radicalizzazione della dialettica politica porta inevitabilmente indietro le lancette dell’orologio agli anni 70.

In questo senso il coordinatore di Fratelli d’Italia ha affermato che “nessuno ha nostalgia della stagione della violenza politica che ha segnato troppo a lungo la storia d’Italia”. Nonostante ciò, sei dei giovani che hanno partecipato allo scontro sono stati definiti come “militanti fascisti”.

Questo è un elemento da non sottovalutare, che implica una riflessione più vasta, e cioè, che i giovani copiano il passato, non hanno modelli  attuali di riferimento, non esprimono una propria narrazione originale. In questo senso è anche necessario chiedersi perché questi scontri si stanno verificando proprio in questo momento.

È probabile che i giovani di Azione studentesca si siano sentiti legittimati ad agire per la presenza di un governo di centro-destra che farebbe da scudo? E’ l’opinione del Pd, visto che l’ex governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, ha chiesto di individuare subito i responsabili e ha invitato il governo a non diventare complice di azioni squadriste.

La linea d’azione del Pd è chiara ed anche già sperimentata. Si tratta della stessa tecnica di demonizzazione usata durante le elezioni politiche dello scorso settembre, con la speranza di un risultato diverso. Inoltre, è bene evidenziare che l’allarme-violenza da parte del centro-sinistra è stato evocato solo per l’episodio di Firenze, senza far riferimento al caso-Cospito.

Difatti gli anarchici sono mobilitati ormai da giorni e la violenza di certo non è mancata. Basti pensare alle minacce di morte con proiettili annessi rivolte al ministro Nordio. Nonostante ciò, il Pd non si sbilancia. Forse qualcuno, probabilmente a sinistra, non ha interesse a moderare i toni. Forse, al contrario, il modus operandi è gettare benzina sul fuoco, senza curarsi delle conseguenze?

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