TikTok è innocua o pericolosa? Intanto è bloccata

mercoledì, 1 Marzo 2023
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TikTok è un’applicazione sviluppata in Cina ma, non appena è sbarcata in tutto il mondo, l’Occidente ha temuto che, attraverso l’app, possano essere carpiti dati sensibili per la sicurezza in ambito digitale e non solo. Il rischio delle intercettazioni ha seminato il panico, ecco perché sono stati già diversi i Paesi che hanno provveduto con il blocco dell’applicazione.

L’allarme è stato sollevato negli Stati Uniti, con il divieto di utilizzo sui dispositivi governativi, lo scorso dicembre, quando l’applicazione è stata bloccata per tutti i deputati del parlamento degli USA e ne è stato vietato l’accesso dalle reti WiFi di alcuni campus universitari. La Casa Bianca ha dato poi disposizione a tutte le agenzie federali di eliminare l’app da tutti i dispositivi governativi entro 30 giorni. Una scelta strategica, come ha spiegato Chris DeRusha, il responsabile federale della sicurezza delle informazioni, che ha dichiarato: “Questa scelta fa parte dell’impegno costante dell’Amministrazione per proteggere la nostra infrastruttura digitale e proteggere la sicurezza e la privacy del popolo americano”.

Eppure la partita USA vs TikTok è nata nel 2020, con l’amministrazione Trump, quando è stato ordinato il primo bando dell’applicazione, ma l’ex Presidente ha ottenuto solo una serie di battaglie giudiziarie perse. In seguito, anche il collettivo di hacker Anonymous si è dimostrato contrario a Tik Tok e, tramite un post su Twitter, ha denunciato: “Cancellatelo subito: è un malware gestito dal governo cinese che sta conducendo un’operazione di spionaggio di massa”. Per il collettivo di Anonymous, TikTok è essenzialmente un’app spia messa in giro dal governo cinese per rubare i dati degli utenti. A preoccupare non c’è solo il diritto alla riservatezza, ma anche il percorso dei dati del singolo utente, soprattutto se si considera che TikTok è presente su tantissimi smartphone di minorenni (il 66% ha meno di 30 anni), è distribuito in 150 Paesi ed è tradotto in 75 lingue.

A seguire gli Stati Uniti è stato il Canada. Il governo federale ha scelto di eliminare l’app da tutti i dispositivi statali, annunciando che TikTok è stata bandita dai dispositivi mobili forniti al suo personale a causa di un livello di rischio inaccettabile per la privacy e la sicurezza. Anche in questo caso la paura è che esista un canale diretto che dall’app trasporti i dati direttamente verso Pechino. La presidente del Treasury Board Secretariat, Mona Fortier, ha spiegato: “A partire dal 28 febbraio 2023, l’applicazione TikTok verrà rimossa dai dispositivi mobili emessi dal governo. Agli utenti di questi dispositivi verrà impedito di scaricare l’applicazione in futuro. TikTok presenta un livello di rischio inaccettabile per la privacy e la sicurezza”. La Ministra del Tesoro ha poi affermato che questa decisione è stata presa come misura precauzionale, perché non ci sono motivi per credere che le informazioni del governo siano state compromesse.

Si è poi aggiunta la Commissione Europea, che ha recentemente vietato al proprio personale di utilizzare TikTok sui dispositivi forniti dal lavoro con l’obiettivo di incrementare i livelli di sicurezza informatica e schermare tutti i propri dipendenti dal rischio di intercettazioni di dati sensibili. Il servizio informatico dell’Unione Europea ha fornito un chiaro avviso via mail: il celebre programma deve essere rimosso entro e non oltre il prossimo 15 marzo, pena il ban da alcune applicazioni aziendali, come ad esempio la posta elettronica della Commissione o il client di messaggistica istantanea Skype for Business.

Dopo l’Europa, l’applicazione di TikTok è finita nel mirino anche del governo italiano. Il Ministro della Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, ha spiegato come il governo italiano sarebbe pronto ad aprire un dossier su TikTok, con il conseguente blocco dell’applicazione, per evitare i rischi legati alla sicurezza nazionale. Il bando, per adesso, arriverebbe solo per i dipendenti del settore pubblico, in linea con l’analogo provvedimento preso dalle istituzioni europee. Il tema, ha spiegato poi Zangrillo, è “all’attenzione da qualche giorno”, e ci sta già lavorando il Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. Zangrillo ha poi dichiarato: “Le opzioni possono essere di muoversi come si è mossa la Commissione europea o eventualmente assumere una decisione diversa. È una scelta che non posso compiere in solitaria, mi devo confrontare con le altre istituzioni e insieme concorderemo una linea”.

Alle dichiarazioni del Ministro è intervenuto Giacomo Lev Mannheimer, responsabile delle relazioni istituzionali Sud Europa di TikTok, che ha spiegato come il governo cinese non abbia mai chiesto l’accesso ai dati degli utenti italiani, così come di quelli europei, che sono conservati negli Stati Uniti e a Singapore e presto nel data center irlandese. Mannheimer ha aggiunto: “La nostra strategia di data governance, in conformità al Gdpr, si basa su un approccio volto a limitare il più possibile l’accesso ai dati, riducendone al minimo il flusso al di fuori dell’Europa, nel rispetto di rigidi protocolli di sicurezza. Per la decisione della Commissione europea, vorremmo rimarcare la nostra piena disponibilità a chiarire i dubbi del governo italiano, auspicando in un confronto dettato da regole e processi certi e trasparenti”.

Il dibattito, in seguito alle dichiarazioni di Zangrillo, si è esteso anche all’interno dello stesso esecutivo.

Sul tema si è espresso Matteo Salvini, Vicepremier e Ministro delle Infrastrutture, che ha affermato: “In merito al blocco di TikTok io sono perplesso e contrario ad ogni tipo di censura, in una società liberale prima di arrivare a ‘blocchi radicali’ bisogna riflettere bene. A Bruxelles stanno già pensando a mettere il bavaglio a TikTok. Io sono sempre e comunque a favore della libertà di pensiero, di parola e di espressione e contro ogni censura”.

In mancanza di prove evidenti dell’uso improprio dei dati degli utenti, da parte dell’applicazione, è improbabile che il blocco sia “radicale”. Fondamentale è che l’app rimanga sotto un’acuta vigilanza e nel mirino delle istituzioni italiane, ma non solo, perché TikTok, ad oggi, è il social network più amato dai giovani e il più scaricato al mondo.

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