Indebitamento finanziario, ecco spiegata la legge 3

domenica, 26 Marzo 2023
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Solidarietà estemporanea e sostegno psicologico non bastano più: tra i grandi malesseri sociali figura sempre l’indebitamento finanziario, che affligge nuclei familiari e imprenditori. Dal 2012 a oggi sono oltre 3000 i suicidi per motivi economici. Il presidente di Protezione sociale italiana, l’avvocato Letterio Stracuzzi sottolinea l’importanza della legge 3 del 2012, ora Codice delle Crisi, di cui è uno dei massimi esperti. Si tratta di una norma emanata con lo scopo di colmare una lacuna dell’ordinamento giuridico italiano che si sviluppa attraverso un concordato per comporre le crisi di liquidità del singolo debitore al quale non si possono applicare le ordinarie procedure. Stracuzzi ritiene che si debba fare di più «come si evince dalle tante storie e testimonianze che abbiamo raccolto. Serve un fondo per permettere a tutti di accedere ai benefici della legge 3 contro il sovraindebitamento anche per chi non ha le risorse economiche per pagare le spese di avvio della procedura». Detta anche “salva suicidi”, ha permesso a tanti tra imprenditori e famiglie di liberarsi dalla morsa di debiti, soprattutto passivi che, in molti casi, li stava stritolando e riducendo in una condizione di profonda depressione economica. Una condizione diffusa acuitasi con la crisi indotta dalla pandemia, prima, e dalla guerra in Ucraina, poi. ​

La legge 3 consente al debitore di onorare le somme che riesce a pagare secondo le attuali condizioni economiche e di cancellare i rimanenti. Purtroppo, non tutti i diretti interessati riescono ad accedere ai benefici previsti da questa legge. «Circa il 30% delle persone indebitate – spiega Stracuzzi – non è in grado di sostenere i costi di accesso alla procedura. Dall’inizio della nostra attività, abbiamo assistito 736 famiglie per un ammontare di debiti stralciati superiore 130 milioni di euro. Tuttavia – prosegue il legale – l’allarme resta alto. Nel 2022 si sono rivolte alle sedi dei nostri organismi di composizione della crisi della Lombardia e della Sicilia, oltre 3mila soggetti, tra imprese e famiglie. Di queste, quasi mille non sono riuscite ad accedere ai benefici della legge 3 perché non possiedono alcuna disponibilità economica per pagare le spese della procedura».

Per questo motivo Stracuzzi lancia una proposta alle istituzioni italiane e alla Chiesa per la creazione di un Fondo ad hoc utilizzando anche le dotazioni del Fondo unico di giustizia. «In sostanza – dice il presidente di Protezione sociale italiana – migliaia di famiglie e imprese non possono accedere alla legge 3 e ottenere il beneficio della cancellazione dei debiti che non si riescono a pagare perché, essendo già indebitate, non hanno la possibilità di pagare le spese di accesso. Si tratta davvero di un controsenso. Se si vuole estendere a tutte le persone indebitate la possibilità di rifarsi una vita cancellando i debiti allora è necessario un fondo che copra le spese di accesso alla legge 3 per le famiglie che non hanno le risorse per pagarle. A volte intervengono i Comuni ad aiutare le persone a pagare le spese della procedura. Altre volte intervengono le fondazioni o la Caritas – sottolinea Stracuzzi – ma si tratta di interventi spot. Sarebbe necessario introdurre un fondo specifico a cui poter accedere in maniera continuativa e sistematica per le persone bisognose».

Per Stracuzzi lo Stato potrebbe incrementare le dotazioni già disponibili stornando una percentuale del Fondo unico di giustizia. «Le dotazioni del Fondo comprendono somme di denaro e gli altri proventi relativi a titoli al portatore, crediti pecuniari, conti correnti, libretti di deposito e ogni altra attività finanziaria a contenuto monetario o patrimoniale sequestrati o confiscati nell’ambito di procedimenti penali, dell’applicazione di misure di prevenzione o di irrogazione di sanzioni amministrative – dice ancora il legale – la Chiesa potrebbe partecipare tramite le Caritas o il 5xmille. Ci sono ancora molte persone da salvare e bisogna intervenire il prima possibile». Nella lotta al fenomeno dell’usura e del sovraindebitamento, proprio in questi giorni la fondazione San Mamiliano e Rosalia, da sempre attiva in Sicilia, ha siglato un nuovo accordo con Banca Mediolanum, firmando la prima convenzione di prestito legato alla legge 3/2012. Un primo passo importante a testimonianza di una urgenza che ha sempre più bisogno di un intervento nazionale.

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