S. C. :”Sono una donna che ha subito violenze. Uscirne si può e si deve”

lunedì, 27 Marzo 2023
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S. C. oggi ha un’attività di proprietà, è una donna, lavoratrice e mamma, ed è apprezzata e di successo. Ma la sua non è stata una partenza facile, anzi è stata una partenza con i bastoni tra le ruote che ha saputo togliere e denunciare. La violenza sulle donne è sempre un argomento delicato, primo perché vanno rispettati il pudore e l’intimità della persona abusata, secondo perché assume diversi volti e diverse sono le dinamiche vissute.

L’abbiamo intervistata per aiutare chi come lei sta affrontando un momento così difficile e per dare un messaggio di speranza: uscirne si può e si deve donne!

Qual è la sua esperienza di vittima di violenza? In breve ce la racconta?

“Ho avuto un padre violento sia con mia madre che con me e che riversava su di me le sue frustrazioni e il suo potere dominante pistandomi di botte. Ero piccola e all’inizio credevo di meritare tutta quella violenza anche per un semplice voto sbagliato, per una risposta sbagliata…
Nel tempo cresceva invece anche l’odio per mia madre che non mi proteggeva, anzi.Si rivolgeva a lui ogni volta che facevo qualche marachella”.

Chi o cosa l’ha aiutata?

“Nessuno, allora l’ho fatto da sola e col tempo. Alla fine, all’età di 18 anni, me ne sono andata da quella casa. Dopo la morte di mia madre ho preso e sono andata via.
L’onta per una ragazza, che spesso non veniva creduta o veniva incolpata perchè non rispettava il padre, era troppo grande. Oggi esistono diversi centri antiviolenza, come il Centro Antiviolenza L’Angelita che apprezzo e che si dà un gran da fare”.

Ha avuto più bisogno di aiuto psicologico o di altro?

“Quello chi non dovrebbe averlo!
Ma non è facile. Nel mio caso ho lavorato molto su me stessa ma ancora oggi ho tanti strascichi e tanta insicurezza. Ho lottato e lotto per dimostrare che non sono ciò che lui diceva: una fallita, una poco di buono etc…
Ancora oggi mi trovo ad elemosinare affetto o a dovermi spiegare perché non riesco a chiudere i rapporti.
A ragionare sul perché mi trovo a chiedere scusa quando penso sempre di essere in difetto”.

Cosa consiglia alle donne vittime di violenza psicologica o materiale?

Bella domanda. In primis gli direi che non si devono sentire in colpa. Non devono cadere nel ricatto morale. Ma soprattutto, ed è la parte più difficile, non devono sentirsi inadeguate e mai abbastanza. Ci si sente sole… Contro tutto e tutti. Ma con il tempo ti rendi conto che ti sei resa anche tu la tua carnefice e ti sei punita per colpe non tue.
E a volte le hai usate anche come giustificazione per comportamenti assurdi. Resiste, nelle donne che hanno subito violenze, la paura di essere felici, di non meritare tante cose. Devono rendersi conto che non sono lo specchio di ciò che hanno subito e non sono come chi nel passato ha fatto finta di esserci”.

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