Termovalorizzatore, Schlein assediata. Comunque vada sarà un insuccesso

mercoledì, 19 Aprile 2023
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La “munnezza” si sa puzza, e basta avvicinarsi ad una qualsiasi discarica per averne la prova. Ma stavolta l’olfatto c’entra poco, perché a puzzare è soprattutto il caos politico che si sta originando intorno al problema del termovalorizzatore a Roma. Problema che, e qui sta l’ironia della sorte, non coinvolge affatto il governo bensì l’opposizione che è sempre più divisa su tutto, nonostante si pretenda di unire tutte le forze sperando di ripetere a livello nazionale l’esperimento vincente di Udine.

Da una parte c’è il sindaco di Roma Roberto Gualtieri che il termovalorizzatore lo vuole perché teme che senza l’impianto la Capitale precipiti nell’emergenza più di quanto non ci sia già, con i cassonetti stracolmi d’immondizia che deborda sulle strade, i cinghiali, i topi e i gabbiani a girovagare fra i sacchi abbandonati sui marciapiedi in cerca di cibo; dall’altra ci sono i suoi alleati, quelli certi ovvero l’alleanza Verdi-Sinistra, e quelli eventuali cioè i 5Stelle, che invece stanno facendo di tutto per bloccarne la costruzione.

In più a peggiorare la situazione ci si è messa anche l’elezione di Elly Schlein alla guida del Pd, da sempre contraria ai termovalorizzatori, così come lo sono diversi esponenti della nuova segreteria dem.

Tutti ricorderanno quando alle ultime elezioni politiche il leader di Azione Carlo Calenda ruppe l’accordo politico già sottoscritto con Enrico Letta dopo che questi siglò l’alleanza con il duo Bonelli-Fratoianni, evidenziando come fosse impossibile collaborare con chi si opponeva al termovalorizzatore a Roma. E il nodo rifiuti ha anche impedito l’alleanza fra Pd e 5Stelle alle ultime regionali nel Lazio.

Ora il gioco si fa duro, perché Verdi e Sinistra insieme ai pentastellati hanno presentato un ordine del giorno chiedendo al governo di revocare a Gualtieri l’incarico di commissario straordinario per l’emergenza rifiuti a Roma e di non autorizzare nuovi impianti di incenerimento nel territorio della Capitale nel rispetto del Pacchetto Economia Circolare dell’Unione europea e del Piano regionale dei rifiuti del Lazio. L’ordine del giorno sarà presentato nell’ambito della discussione sul decreto Pnrr che paradossalmente, invece di creare problemi all’esecutivo come dovrebbe essere nell’ordine delle cose, metterà in serio imbarazzo il Pd.

Se ne è accorto il capogruppo al Senato Francesco Boccia che irritato ha commentato: “Scopro dai giornali che nel Pnrr compare il tema del termovalorizzatore a Roma che col Pnrr non c’entra nulla. Noi facciamo opposizione al governo Meloni e mi auguro che gli altri partiti di opposizione facciano lo stesso, perché se c’è qualcuno che si illude, con un odg, di provare a creare problemi ad altri partiti di opposizione si sbaglia”.

Invece la sensazione è proprio quella di un assedio al Pd da parte degli alleati e del competitore 5Stelle che in questo modo sperano di far uscire Elly Schlein dall’ambiguità. Perché è sotto gli occhi di tutti come la neo segretaria finora si sia esposta contro il governo cavalcando l’antifascismo, i diritti Lgbt, l’immigrazione, ma abbia taciuto su tutti quegli argomenti che rischiano di essere divisivi per il Pd: il termovalorizzatore appunto e le armi all’Ucraina.

Quindi, qual è realmente la linea del Pd sulla gestione dei rifiuti? Quella di Gualtieri, Bonaccini, Morassut e altri che vogliono il termovalorizzatore, o quella di Annnalisa Corrado storica militante ambientalista e anti inceneritori nominata dalla Schlein nella segreteria come responsabile proprio delle questioni ambientali? Insomma, se la Schlein temporeggia ci stanno pensando gli alleati a farla uscire allo scoperto e a metterla politicamente nei guai; perché approvare la defenestrazione di Gualtieri dalla carica di commissario, aprirebbe senza dubbio crepe profonde con l’opposizione interna che finora ha mal digerito le nomine decise dalla segretaria, ma ha mantenuto un profilo basso, evitando eccessive polemiche. Ma è ovvio che il termovalorizzatore potrebbe essere il primo serio terreno di scontro capace di mandare in frantumi quella debolissima tregua raggiunta con Bonaccini e rivolta a garantire una gestione il più possibile unitaria del partito.

Se gli alleati Bonelli e Fratoianni hanno tutto l’interesse a bloccare l’opera voluta dal sindaco di Roma, Conte e i 5Stelle hanno a loro volta tutto l’interesse a far emergere le contraddizioni del Pd, visto che l’elezione della Schlein ha permesso ai dem di riguadagnare quei punti nei sondaggi che avevano in precedenza perso a favore del Movimento. E difatti Conte, tanto sulla guerra che sui rifiuti sta forzando la mano sapendo perfettamente che su questi temi il Pd sarà destinato ad esplodere. Del resto il leader pentastellato il suo obiettivo non lo nasconde nemmeno troppo: “Gualtieri, ministro dell’Economia del Conte 2, aveva sottoscritto con tutto il governo un programma che diceva no ai termovalorizzatori. Quindi è stata una piroetta, un capovolgimento a 360° da parte del sindaco di Roma” ha detto Conte. Poi rivolto a Schlein ha aggiunto: “Confido che questa segreteria voti con noi, anche se questo è un ordine del giorno rivolto al governo”. Più chiaro di così!

Sarà davvero interessante capire come dal Nazareno tenteranno di uscire da questo impasse, ma certo è che l’elezione della Schlein, lungi dal determinare un momento di chiarezza, rischia di aggravare notevolmente le contraddizioni e le ambiguità di un Pd che finora è stato accusato di non avere una chiara identità. E questa identità la nuova segretaria sembra averla disegnata, anche se poi la sua intenzione di tenere tutti dentro ed evitare spaccature, rischia di annacquarla per l’ennesima volta.

Dove sono le scelte forti e coerenti promesse da Elly? Comodo scendere in piazza per manifestare contro il pericolo fascista (che non c’è) o in favore delle famiglie arcobaleno, o correre a Cutro a solidarizzare con le famiglie degli immigrati morti nel naufragio; ma fare scelte forti e coerenti significa anche dire No al termovalorizzatore se si ritiene che sia dannoso per l’ambiente e non in linea con le politiche green che si vogliono intraprendere. Se si vuole una sinistra radicale ed ecologista allora bisogna avere il coraggio delle scelte, indipendentemente dalle conseguenze che queste possono provocare per l’unità del partito. In fondo chi ha votato Elly Schlein alle primarie non lo ha fatto per cambiare? E non l’ha votata proprio in contrapposizione ad una nomenclatura che due settimane prima, con il voto degli iscritti, aveva premiato il suo sfidante?

E’ proprio ciò che gli alleati di Verdi e Sinistra e gli aspiranti alleati pentastellati vogliono ottenere, ovvero costringere la Schlein ad uscire allo scoperto e assumere quelle scelte forti e coerenti che ha promesso. Che nel caso di un No al termovalorizzatore porteranno allo scontro con Gualtieri e parte del partito (con l’unità a farsi benedire), nel caso di un compromesso interno non faranno che indebolire l’immagine decisionista della neo leader che sarà né più né meno come chi l’ha preceduta, ovvero l’ennesimo segretario in balia delle correnti. Del resto comunque vada ci saranno sempre loro, alleati di sinistra e 5Stelle a raccogliere il consenso in uscita dei delusi della tanto sbandierata “comunità democratica”. 

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