Sunak: se sei figlio di immigrati puoi essere razzista

sabato, 22 Aprile 2023
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Provate a immaginare cosa accadrebbe se Giorgia Meloni proponesse di cacciare dall’Italia gli immigrati clandestini, e di non farlo rimandandoli nel loro paese d’origine o nel porto di partenza prima dello sbarco in Italia, ma in un paese al centro del continente africano, privo di stampa indipendente, retto da un regime autoritario in cui le elezioni farsa vengono vinte sempre dal presidente uscente con oltre il 90% dei voti.

Possiamo immaginare le principali piazze di Roma e Milano teatro di proteste clamorose, la Commissione che a Bruxelles si straccia le vesti proponendo un blocco immediato dei fondi del Pnrr (e non solo quelli), la stampa occidentale che condanna l’Italia come paese ormai chiaramente fascista.

Si rimane quindi sempre sorpresi a notare quanto poco abbia indignato il tentativo del governo britannico – che per difendere la sua posizione è arrivato addirittura allo scontro con la Corte europea dei diritti dell’uomo – di spedire i disperati che attraversano la Manica sui barchini nientemeno che in Ruanda, paese col quale Londra ha avviato una specie di vergognoso accordo secondo il quale il paese subsahariano “accoglierà” i clandestini catturati in Gran Bretagna in cambio di 120 milioni di sterline, provvedendo a trattenerli per tutto il tempo necessario per valutare il loro diritto a chiedere lo status di rifugiato, per poi eventualmente rispedirli nel paese d’origine (compresi luoghi ameni tipo l’Afghanistan). E sia ben chiaro, chi ottiene il diritto d’asilo non può tornare nel Regno Unito, ma è solo autorizzato a restare in Ruanda, che il governo inglese ha avuto il coraggio di definire “una delle economie in più rapida crescita, riconosciuta a livello mondiale per la sua accoglienza e integrazione dei migranti”.

Una porcheria senza alcuna base giuridica (di fatto il Regno Unito tratta il Ruanda come un’estensione del suo territorio) e soprattutto una porcheria che risponde a una situazione tutt’altro che drammatica (nel 2022 sono arrivati in UK circa 45mila migranti irregolari, a fronte dei quasi 105mila giunti in Italia e questo solo contando le tratte via mare, perché è molto più difficile calcolare chi arriva via terra, transitando per la tratta che passa dai Balcani).

Ma al premier Sunak, figlio di immigrati indiani nati in Africa orientale, sembra sia più difficile far presente che la sua condotta è razzista e indifferente ai più basilari principi umanitari. Tanto da permettergli di tenere conferenze stampa dove sotto il microfono compare un grande adesivo con la scritta “Stop the boats”, una cosa che se l’avesse fatta Salvini avremmo visto i social traboccare di meme e commenti indignati.

Ma il capo del governo inglese, che a differenza del leader della Lega ha studiato e sa come ci si comporta con l’élite avendola frequentata fin dalla più tenera età (i suoi genitori sono stati in grado di pagargli la retta per il costosissimo Winchester College), riesce a farsi perdonare proposte politiche che persino l’Umberto Bossi degli anni Novanta avrebbe giudicato esagerate. Lo stesso talento lo aveva salvato in occasione del partygate, la festa tenuta dall’allora premier Boris Johnson e alla quale aveva partecipato in quanto Cancelliere dello Scacchiere (il nome inutilmente complicato che gli inglesi danno al Ministro dell’economia). Da quello scandalo Sunak uscì solo con una multa, mentre Boris dovette dimettersi lasciando il posto prima a Liz Truss e poi proprio al suo ex ministro.

Che adesso è libero di perseguire politiche razziste che allo stesso Boris – non parliamo poi della Meloni, non sarebbero mai state perdonate. Ma d’altra parte quale giornale occidentale avrebbe il coraggio di dare del razzista a un figlio di immigrati?

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