Il caso Eldagsen, ha vinto l’IA

mercoledì, 26 Aprile 2023
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Il caso della “finta fotografia” premiata ai Sony World Photography Awards nella sezione “creatività”, ha fatto discutere molto negli ultimi giorni. Esattamente come l’autore si era prefissato.

Si chiama Boris Eldagsen, fotografo tedesco e provocatore per un giorno.

Quando ha deciso di partecipare alla competizione con un’immagine generata dell’intelligenza artificiale, la vittoria non era il suo obiettivo.

Il fotografo si è infatti ritirato dalla competizione al momento della vittoria, rifiutando il premio e sconvolgendo il mondo con la propria rivelazione.

Lo scopo, racconta Eldagsen, era proprio quello di ingannare la giuria ed aprire un dibattito sul tema “IA nelle competizioni”.

Ma l’esito di questo esperimento dovrebbe davvero preoccuparci?

C’è un dato, in effetti, che sarebbe grave tralasciare. La “fotografia” in questione avrebbe vinto il premio “creatività“.

Forse l’ultimo rifugio inespugnabile della specie umana rispetto ai sempre più evoluti computer, la creatività dell’uomo era, secondo molti, quella roccaforte che l’ intelligenza artificiale non avrebbe mai potuto conquistare.

L’esperimento di Eldagsen abbatte anche questa convinzione.

Il paradosso è ormai completo, l’essere umano è stato ingannato da una sua creazione.

Finché si parla di fotografie non dovrebbe essere nulla di grave, possiamo dire, ma le possibili degenerazioni del fenomeno a questo punto si esplicano da sole.

Se il computer riesce ad ingannare un intero festival di fotografia, pullulante di esperti e critici di fama globale, il dibattito lanciato dall’artista ha effettivamente senso di essere accolto con interesse, ma anche con un pizzico di preoccupazione.

Sarà forse proprio la preoccupazione che potrà aiutarci a contenere quella sconsiderata voglia di progresso che, sebbene intrinseca nell’essere umano, si è già dimostrata nociva per lo stesso, ne viviamo oggi le prove.

In nome del “Re progresso” abbiamo sovra-sfruttato le risorse del nostro pianeta, compromesso aria ed atmosfera.

Che il progresso scientifico non rappresenti un elemento negativo nell’evoluzione della specie è evidente e non richiede spiegazioni ulteriori. Detto questo però, le conseguenze indesiderate sono parte integrante di ogni innovazione, imparare a riconoscerle in anticipo potrebbe essere la vera novità.

 

 

 

 

 

 

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