Giorgetti, meno tasse per non estinguerci

giovedì, 27 Aprile 2023
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Quando qualche giorno fa Elon Musk ha denunciato il rischio che l’Italia, se continuerà a non far figli, si estinguerà, giornali e commentatori progressisti si sono stracciati le vesti chiedendo conto al governo di un problema che si trascina ormai da decenni e che non ha certo scoperto il fondatore della Tesla. E ora che Palazzo Chigi ha proposto un piano serio per affrontare il problema gli stessi commentatori si sono placati? Ovviamente no, se la sono presa con le stesse misure che invocavano a gran voce.

Ma niente paura; il promotore della riforma, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, è uno che si fa impressionare poco sia dalle critiche che dai complimenti, e oggi è andato avanti per la sua strada assicurando che l’esecutivo “destinerà con un prossimo provvedimento di urgenza i margini di bilancio disponibili per finanziare, per l’anno in corso, un nuovo taglio dei contributi sociali a carico dei lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi e un innalzamento del limite dei fringe benefit per i lavoratori dipendenti con figli”.

Questo è solo l’antipasto; sempre Giorgetti aveva spiegato, in un’intervista al Foglio, che il suo obiettivo è di ridurre al minimo le tasse per chi fa figli. Il modello sarebbe lo stesso del bonus lavori al 110%, e prevede una detrazione di 10.000 euro l’anno per ogni figlio a carico fino al termine degli studi universitari, per tutti i nuclei e senza limiti di reddito. Tanto per dare un’idea della dimensione della proposta, attualmente la detrazione è inferiore ai mille euro e si ferma ai 21 anni. Il problema, come al solito, sono i fondi; per quest’anno difficilmente si riuscirà a fare molto, considerando che il piccolo aumento del deficit permesso dai dati migliori del previsto del Def sono già impiegati per un piccolo taglio del cuneo fiscale. E anche nel 2024 trovare i denari necessari sarà una bella sfida, considerando che la Ue sembra poco intenzionata a chiudere un occhio sullo sforamento dei conti, anche se per una giusta causa.

La Meloni sembra però intenzionata a trovare un modo per rendere realtà questa promessa, anche perché gli ultimi dati Istat non lasciano spazio ad alternative: ormai in Italia si contano appena 7 nascite ogni mille abitanti, mentre le morti sono 12. Un divario che neanche l’immigrazione riesce a contenere, anche se lo stesso Giorgetti ha ammesso che nel breve periodo “il modo migliore per ridurre il rapporto debito/pil non può che essere quello di aumentare il flusso di immigrati che arrivano e restano”. Gente insomma disposta a restare da noi e far diventare italiani i loro figli.

Di sicuro la proposta del numero uno di via XX Settembre, che punta sulla leva fiscale, non basterà da sola a combattere l’inverno demografico italiano. Per riuscirci bisogna rendere più competitivo il nostro mercato del lavoro, incoraggiando i giovani a restare in Italia e consentendo a quelli che lo fanno di contare su redditi che consentano qualcosa di più della semplice sopravvivenza. È persino superfluo notarlo, ma con contratti a termine sotto i 1500 euro è difficile chiedere a un trentenne di mettere al mondo dei figli, soprattutto in un paese dove i posti negli asili nido offerti sono di gran lunga inferiori alla già scarsa domanda.

Insomma, non c’è dubbio che la proposta di Giorgetti sia solo un primo passo, ma un passo che va nella decisione giusta. Non riconoscerlo significa fare opposizione ideologica, oltre che ipocrita, dato che i partiti della minoranza hanno fatto ben poco quando erano al governo per risolvere il problema.

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