Conte torna in piazza ma è schiacciato dalla Schlein

domenica, 30 Aprile 2023
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Il leader del Movimento 5 stelle non perde occasione per scendere  di nuovo in piazza, in risposta alle iniziative della Schlein, ma questa volta la sfida è senz’altro complessa. Difatti durante le scorse settimane l’ex premier ha impiegato il suo tempo incontrando membri del Consiglio nazionale, capigruppo e vicepresidenti.

Con tutta probabilità l’intento di Conte e il suo team è quello di tessere una rete di rapporti che sia funzionale dal punto di vista strategico. Sicuro delle sue iniziative Il leader ha dichiarato in termini di alleanze che:”Il Movimento 5 Stelle non ha alcuna difficoltà a continuare a correre da solo.”

Ad oggi però queste dichiarazioni non sembrano trovare concretezza nella realtà. In questo senso dopo le numerose polemiche del 25 Aprile Swg ha preso in analisi gli umori elettorali, individuando un aumento dei consensi per il PD, con percentuale al 21,1% e un posizionamento statico per il M5S con il 15%, punteggio che ormai non vede variazioni positive da mesi.

I numeri, che sono chiaramente dalla parte della Schlein, impongono al leader pentastellato un cambio di rotta, forse troppo drastico. Difatti se fino ad un mese la Meloni era stata definita da Conte come “faccia di bronzo” ,in un intervista rilasciata tre giorni fa l’ex presidente del consiglio ha dichiarato di “apprezzare lo sforzo politico di Giorgia Meloni”.

Nella lettera della premier al Corriere della Sera, Conte ha individuato “molti punti condivisibili”. Il riposizionamento del leader non deve destare stupore, in quanto la caratteristica primaria del fenomeno Conte è sempre stato il trasformismo.

Basti pensare al passaggio di qualche anno fa dalla Lega al Partito Democratico. In questo senso è bene dire che non necessariamente il trasformismo si contrappone alla coerenza politica. Esiste un trasformismo fondato sull’interesse generale e la ragion di Stato, come ci insegna De Pretis.

Al contempo però esiste un secondo trasformismo, con un unica finalità: il mantenimento del potere. In questo caso l’interesse generale lascia spazio a semplici azioni di demagogia. È chiaro, alla luce di ciò, che l’avvocato Conte deve fare i conti con queste due correnti,facendo attenzione a non rientrare in quella sbagliata.

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