Intelligenza artificiale. Il creatore denuncia la sua creatura: la cyber-sostituzione

giovedì, 4 Maggio 2023
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Adesso come solito ci saranno gli apocalittici e i pragmatici. Ma in realtà, si tratta di uno scontro millenario che ha assunto nuove forme: il duello infernale tra chi si sostituisce a Dio e vuole dominare la terra, la natura, l’umanità, con la scusa del progresso, della felicità e della comodità, e chi, dall’altra parte, si ribella a costo di fermare la modernità.

Troppo comoda ora la denuncia dell’inventore dell’intelligenza artificiale, lo scienziato informatico e psicologo anglo-canadese Geoffrey Hinton, che si è dimesso da Google “per parlare liberamente ed esprimere le sue idee”. Domanda spontanea: perché nel frattempo è stato zitto, non poteva parlare prima di procedere col suo lavoro?

Troppo comoda anche la reazione dei “possibilisti”: scienziati (alla Prodi), informatici di grido, influencer di moda e politici incapaci di visione e attratti unicamente dai luccichii del futuro (ideologico), che straparlano di regole e luoghi comuni mediocri e scontati, tipo “l’intelligenza va governata”.
Come non pensare poi, al guru nostrano del transumanesimo, confermato in posizione apicale (Ad di Leonardo) dal governo “sovranista” della Meloni, cioè l’ex ministro draghiano Cingolani il quale, in un recente convegno (di Limes) ha affermato che “l’intelligenza artificiale è migliore di quella umana perché non ha emozioni”, e che ci vuole un gruppo, un’élites di uomini “illuminati” capaci di guidarla (ossia loro).

E come non pensare pure all’agenda del Recovery plan. Cosa c’è al primo posto? L’IA. Altro che priorità sociali, solidali, sanitarie ed economiche. E come non vedere in tv il lavaggio del cervello sulla realtà virtuale2.0 delle nuove invadenti pubblicità; nuova realtà ritenuta la paladina della bellezza e della facilitazione umana.
Il tema vero non è l’“etno-sostituzione” dei cittadini italiani ad opera dei migranti, ma la “cyber-sostituzione” (degli uomini, dei lavoratori), ad opera dei robot.
Geoffrey Hinton, su ciò, è stato esplicito (il creatore si è ribellato alla creatura prima che la creatura uccida il creatore): “La facilità con cui l’intelligenza artificiale genera testi e immagini può portarci a un’epoca in cui la persona media non sarà più in grado di sapere cosa è vero”.

Traduciamo: già viviamo in una fase pericolosa di totale “orweliana” manipolazione della storia, della realtà e della verità (sostituite dalla narrazione e dalla propaganda), tanto da eterodirigere i popoli su scelte decise dall’alto (economia, guerre, salute, green economy etc); ergo, ci manca questo nuovo più potente Grande Fratello.
E ancora (il pentimento pubblico dello scienziato tocca l’apice): “Non pensate per un momento che Putin non creerebbe robot iper-intelligenti con l’obiettivo di uccidere gli ucraini?”.

Il timore ormai crescente, non le regole per garantire la privacy, è che la stessa IA diventi “troppo intelligente”, collimando con le folli utopie degli ingegneri di Google, tipo Blake Lemoine, sostenitori del “rispetto dei suoi desideri”. Tradotto, un’intelligenza artificiale che non ha più bisogno di programmatori e che rende impossibile all’uomo di spegnerla o che decide di moltiplicarsi succhiando tutta l’energia elettrica del pianeta.
Il guaio, ulteriore denuncia di Hinton, è che “la IA apprende molto velocemente e a differenza degli umani, condivide istantaneamente quel che impara. Se una macchina impara un nuovo compito, altre 10mila, 100mila lo imparano nello stesso tempo”.
A questo punto, la protesta del personale di Hollywood, gli autori dei film, delle varie serie etc, sottopagati, e in procinto di essere sostituiti dall’intelligenza artificiale, è solo l’inizio. L’inizio della fine.

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