Fontana di Trevi: ma quelli di Ultima Generazione ci fanno o ci sono?

lunedì, 22 Maggio 2023
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Ci risiamo, i militanti di Ultima Generazione hanno messo a segno l’ennesimo episodio vandalico ai danni del patrimonio storico, artistico e culturale del nostro Paese.

Stavolta ad andarci di mezzo è stata nientemeno che la Fontana di Trevi,  ovvero la tappa obbligata di tutti i turisti che arrivano nella Capitale. Una decina di manifestanti hanno gettato un liquido nero, carbone vegetale, nell’acqua esponendo poi uno striscione per sostenere la campagna “Non paghiamo il fossile”. Non contenti di ciò i giovani ambientalisti sono entrati in piedi dentro la fontana urlando “Il nostro Paese sta morendo” e additando l’alluvione dell’Emilia Romagna come la prova evidente che il pianeta, e l’Italia in particolare, sono a rischio.

Quello alla Fontana di Trevi non è il primo e non sarà neanche l’ultimo sfregio che quelli di Ultima Generazione compiranno ai danni di monumenti e opere d’arte. Un modo ritenuto utile per sensibilizzare l’opinione pubblica italiana e mondiale sull’emergenza climatica.

E qui vanno subito fatte alcune considerazioni.

Primo, non ha alcun senso, anzi è a dir poco controproducente, continuare a legittimare la battaglia di questi soggetti dicendo che hanno ragione nel merito ma sbagliano nel modo di protestare. Ed è quello che viene loro ripetuto in ogni panel televisivo in cui c’è un esponente di Ultima Generazione. Anche ieri il sindaco di Roma Roberto Gualtieri nel condannare il gesto, ha invitato i manifestanti a confrontarsi in modo diverso e senza danneggiare il patrimonio culturale.

Il problema però è che, continuando a sostenere che le battaglie di Ultima Generazione sono sbagliate nei modi ma giuste nei principi, non si fa che rafforzare la loro posizione; perché la risposta dei giovani eco-vandali diventa consequenziale: “Se abbiamo ragione perché non ci ascoltate e non fate niente?”. Ed ecco così pronto il nuovo atto dimostrativo, oggi contro la Fontana di Trevi, ieri contro la Barcaccia di Piazza di Spagna, l’altro ieri ancora contro Palazzo Vecchio a Firenze, il palazzo del Senato ecc. Tanto il giorno dopo l’ospitata in tv è assicurata e pure l’ennesimo sermone buonista ad opera del politico pedagogo di turno, soprattutto del Pd o del M5S ma meglio ancora se Verde, che dopo aver rimproverato i ragazzi per l’atto vandalico, legittimeranno le loro ragioni, aprendo al confronto e dicendo che vanno ascoltati dal governo Meloni totalmente insensibile sul tema.

Seconda considerazione; non sarà che questi di Ultima Generazione con i loro gesti alla fine sono comunque utili e funzionali ad una certa strategia politica? Prendiamo il caso dell’alluvione in Emilia Romagna. Da giorni non si fa che parlare del cambiamento climatico come causa dei disastri avvenuti e dei morti, e gli stessi militanti di Ultima Generazione ai turisti che li criticavano per il loro gesto, rispondevano che “il governo non fa niente per bloccare la produzione del fossile, ma ci manda a spalare il fango in Emilia”. Tutta colpa quindi della politica, soprattutto di destra, che non elimina i combustibili fossili, non punta sulle energie rinnovabili, non è sufficientemente green.

E invece non si parla dell’incuria del territorio, dei miliardi investiti e mai spesi per la messa in sicurezza dei fiumi e dei torrenti e per il potenziamento degli argini, dell’assenza di prevenzione, delle amministrazioni pubbliche che hanno messo il dissesto idrogeologico all’ultimo posto nella lista delle criticità da affrontare e spesso hanno favorito la cosiddetta cementificazione selvaggia. Meglio quindi che la colpa sia del clima che cambia, degli eventi atmosferici estremi, delle emissioni di C02 fuori controllo, che di fatto assolvono gli amministratori (specie quelli di una Regione di sinistra promossa come modello di efficienza e di buon governo da Pd e soci) da ogni possibile responsabilità (ma se fosse stata un’amministrazione di centrodestra, siamo proprio sicuri che la colpa sarebbe stata soltanto di Giove pluvio? A giudicare da come il covid è stato utilizzato per demolire il modello di sanità lombardo la risposta sembra scontata ). E i militanti di Ultima Generazione, consapevolmente o meno, sono complici di questa narrazione, anzi la rafforzano con le loro stesse azioni eclatanti.

Così come sono complici delle politiche green di Comuni come quello di Roma, che adesso si è messo in testa di bloccare il traffico nella Capitale, impedendo la circolazione delle auto a benzina e a diesel e obbligando di fatto i cittadini a comprarsi l’auto elettrica per non essere costretti a girare a piedi. E poiché certe misure provocano inevitabilmente le proteste dei romani con le mobilitazioni davanti al Campidoglio, le raccolte di firme e lo sciopero dei tassisti, ecco pronta l’emergenza climatica a giustificare il tutto: con i cittadini accusati di essere i primi responsabili dell’inquinamento, proprio perché hanno le auto a diesel e a benzina. Quindi quale migliore viatico delle battaglie green dei giovani per giustificare certi provvedimenti vessatori che vanno a penalizzare la vita e le abitudini delle persone? E i cattivi, gli inquinatori, i nemici del pianeta diventano automaticamente i cittadini che scendono in  piazza a protestare perché non possono permettersi l’auto ecologica, che naturalmente costa cara perché chi la fabbrica non è certo un filantropo che ha a cuore la salute del globo.

Terza considerazione: sbagliato pensare che la protesta di Ultima Generazione parta dal basso, sia spontanea, frutto della rabbia dei giovani desiderosi di costruire un futuro migliore. E’ ciò che vogliono farci credere proprio per avere il pretesto di giustificare poi misure drastiche e insostenibili che andranno a gravare sulle persone, ma presentate come salvifiche per l’umanità. Della serie: se volete salvarvi dovete passare all’elettrico, mangiare la carne sintetica, gli insetti, dovete farvi la casa ecologica, rinunciare allo stile di vita seguito fino ad oggi e omologarvi a nuovi modelli sociali, culturali e ambientali. Del resto con il covid sono state già fatte le prove generali, chiudendo in casa le persone per mesi, vietando le relazioni sociali, imponendo la vaccinazione di massa, cambiando le modalità di lavoro: e la gente si è adeguata, a causa di una narrazione terrorista fondata sulla paura di morire che ha finito per convincere tutti che quello era l’unico modo per salvarsi.

Non a caso, chi sono i grandi promotori a livello globale delle politiche green cui si pretende di uniformare tutto il pianeta? Personaggi come l’ex vicepresidente degli Stati Uniti Al Gore, che dopo aver fallito il tentativo di succedere a Clinton alla Casa Bianca, si è reinventato una carriera da leader dell’ambientalismo mondiale, istituendo fondazioni, promuovendo documentari di denuncia sui rischi del cambiamento climatico, girando il mondo come conferenziere, ricevendo premi e riconoscimenti e diventando una sorta di guru del pensiero green. Un pensiero che ha poi finito per essere recepito da un’Europa e da un Occidente ben disposti ad auto flagellarsi quali responsabili delle disgrazie del mondo, a causa del proprio modello di vita sbagliato e dannoso, e come tale da cambiare radicalmente. Peccato che ad un Occidente che pretende di imporre a tutti la svolta green, corrispondano altri tre quarti del pianeta niente affatto disponibili ad uniformarsi alla narrazione ambientalista di Stati Uniti ed Europa. Ed ecco che le proteste di Ultima Generazione in quest’ottica appaiono tutt’altro che spontanee, ma piuttosto ben veicolate per dare adosso a quei governi, come appunto quello italiano, che resistono alle imposizioni calate dall’alto in campo ambientale, alimentare, culturale e tecnologico.

E allora, altro che giovani desiderosi di salvare il pianeta e di vivere in un futuro migliore! La crisi climatica ci sta, ma dove sta scritto che l’unica ricetta possibile e realmente salvifica è quella proposta dall’Europa e dalle lobby ambientaliste mondiali? Non siamo noi a dirlo, ma scienziati prestigiosi che conoscono bene la materia e hanno chiaramente dimostrato come le misure pensate a livello globale nei vari vertici sul clima siano prettamente ideologiche e spesso prive di fondamento scientifico. E fa quasi tenerezza ascoltare un fisico della caratura di Franco Prodi lamentarsi in tv per il confronto con persone del tutto incompetenti in materia, improvvisamente diventate “tuttologhe del clima” soltanto perché portatrici di quel pensiero unico green che alla fine è lo stesso che porta ad imbrattare monumenti e fontane. Altro che rivoluzione dal basso!

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