“La fine del tour significa che mi posso mettere nudo a fumare spinelli tutto il giorno”. E’ quanto ha scritto Damiano David dei Maneskin a corredo di una foto in cui si è mostrato completamente nudo, con un cuore a coprire le parti intime, e uno spinello fra le labbra. La foto e il messaggio allegato hanno fatto infuriare Al Bano che ha commentato: “Fare proselitismo della cannabis non mi sembra una buona idea. Dare esempi di distruzione non è il massimo. Ognuno della sua vita può fare quello che vuole però è un peccato, soprattutto se sei un personaggio pubblico perché invogli chi ancora è inesperto a fare uso di cannabis. La droga equivale a distruzione e vale anche per lo spinello”. E ha ricordato come il suo matrimonio con l’ex moglie Romina sia finito proprio a causa delle canne. Una ribellione quella del cantante di Ciellino San Marco condivisa dallo psichiatra Alessandro Meluzzi da sempre in prima linea contro la legalizzazione della cannabis.
Professore, lo scontro a distanza fra Al Bano e il frontman dei Maneskin è uno scontro di tipo generazionale, la vecchia generazione dei genitori responsabili contro quella dei giovani ribelli e anticonformisti, oppure lo spinello è l’ultima frontiera del politicamente corretto che porta i cantanti moderni ad uniformarsi per avere visibilità mediatica e consensi? Insomma, chi è più rivoluzionario fra Al Bano e Damiano?
“Mi auguro che non si tratti di uno scontro generazionale perché in questo caso Al Bano sarebbe perdente per l’età anagrafica. Spero invece di essere in presenza di uno scontro di civiltà, fra una civiltà del nichilismo, dell’eccesso, dello sballo, della distruzione dei distinguo quindi diabolica, ed una civiltà che invece sa distinguere le ragioni del cervello da quelle del cuore, quelle del corpo da quelle dell’anima, sa rivendicare la differenza fra il maschile e il femminile, fra la paternità e la maternità, fra il buon gusto e il buon senso e i desideri individuali. Dobbiamo combattere una civiltà dello stupire rivolta a distruggere e de-costruire. Ma attenzione, non stiamo parlando di una de-costruzione filosofica come quella che sta dietro la pittura astratta alla Picasso che ha un forte valore di denuncia. La de-costruzione rappresentata in Guernica per esempio esprime un forte ed efficace messaggio di ribellione contro tutti i bombardamenti, che non a caso colpì molto l’opinione pubblica dell’epoca, e diede modo all’artista di denunciare l’orrore compiuto a Guernica di fronte alla curiosità di un gerarca nazista; il nudo e lo spinello sono puro caos e pura distruzione, la fotografia di una civiltà che si sta decomponendo sotto i nostri occhi”.
Il mettersi nudi mentre si fuma una canna che tipo di messaggio può veicolare? Un inno alla trasgressività, a violare le regole, oppure è soltanto un’operazione di marketing pubblicitario nella consapevolezza delle polemiche che si sarebbero scatenate? E criticare come ha fatto Al Bano è costruttivo, oppure è un cadere nella trappola e dare visibilità all’altro?
“Quando John Lennon e Yoko Ono si mettevano nudi a letto lo facevano per protestare contro la guerra nel Vietnam, quindi quei nudi sapevano essere un forte messaggio di pace. Oggi invece il cantante dei Maneskin sostiene la guerra in Ucraina, il che vuol dire che dietro quel corpo nudo non esistono valori da difendere, ma c’è soltanto un desiderio di stupire che però non stupisce nessuno. Di uomini nudi che si fanno le canne è pieno il mondo e quindi sotto certi aspetti non ci sarebbe neanche la notizia. Siamo in presenza di un puro caos promosso e sponsorizzato da un pensiero unico che punta a distruggere la nostra civiltà per costruirne un’altra senza valori, senza confini, senza identità, popolata da giovani senza spina dorsale, senza coraggio, senza determinazione, senza vera aspirazione alla libertà, condannati ad essere degli automi di pure consumo. Ma mentre prima per consumare serviva la pubblicità, adesso basterà avere un’identità digitale o un microchip addosso per essere ridotti a puri zombi, nudi e con lo spinello in bocca”.
Al Bano ha detto che non esistono droghe leggere e pesanti e che le canne fanno male come qualsiasi altra droga. E’ questo oggi il vero messaggio politicamente scorretto?
“Direi proprio di sì, lo spinello contiene il tetraidrocannabinolo, sostanza che se utilizzata in grandi dosi può diventare un allucinogeno. Nel corso della mia professione ho visto una quantità impressionante di esordi psicotici in tanti giovani fragili che erano intossicati proprio dall’eccesso di canne. Lo spinello è la porta d’ingresso per droghe molto più pericolose, come quelle sintetiche o la cocaina, e chi ne promuove la legalizzazione vuole soltanto promuovere l’autodistruzione delle future generazioni. Denunciare questo oggi è l’unico modo per essere davvero rivoluzionari e anticonformisti”.



