Omicidio Giulia, Bruzzone: “Attenti, c’è un movente da considerare”

2 minuti di lettura

Sulla tragica morte di Giulia Tramontano, la 29enne incinta uccisa barbaramente dal fidanzato 30enne Alessandro Impagnatiello che ha confessato l’omicidio, abbiamo intervistato la criminologa Roberta Bruzzone. L’uomo è accusato di omicidio volontario aggravato, occultamento di cadavere e interruzione di gravidanza senza consenso. Dopo aver ucciso la ragazza a coltellate ha tentato di bruciare il cadavere e infine ha simulato la scomparsa. Messo alle strette alla fine si è arreso e ha ammesso le proprie responsabilità facendo ritrovare il corpo. Tuttavia il Gip ha escluso la premeditazione.

Impagnatiello è stato definito un narcisista manipolatore. E’ giusta questa definizione?

“Sì. Abbiamo a che fare con un soggetto affetto da un disturbo narcisistico fra i più gravi che abbia mai conosciuto negli anni. Se dopo ciò che ha fatto ha pure il coraggio ancora di mentire in sede di interrogatorio di garanzia proponendo versioni dei fatti del tutto inverosimili, vuol dire che l’aspetto narcisistico in questo ragazzo è veramente devastante”.

L’uccisione di Giulia, e insieme a lei quella del figlio che stava aspettando dall’assassino, che significato possono avere?

“Una delle principali ragioni che lo hanno spinto a commettere l’omicidio è proprio il fatto che Giulia aspettasse un figlio da lui. In questo modo non soltanto si è liberato della fidanzata ma soprattutto del bimbo che portava in grembo. Quel figlio avrebbe comportato una notevole riduzione della sua qualità di vita e rappresentava un impegno che non voleva assolutamente affrontare. Non sottovalutiamo l’aspetto economico in questa vicenda che per me è invece fondamentale, ritengo possa essere il movente principale”.

Perché?

“Perché in un contesto di separazione da Giulia quel figlio avrebbe comportato grosse spese per lui e questo avrebbe notevolmente interferito con il suo desiderio di una vita dissoluta come quella che era solito fare, divertendosi a sedurre chiunque le capitasse a tiro. Con un ragazzino sulle spalle da mantenere le possibilità economiche si sarebbero ridotte sensibilmente. Quindi credo che l’aspetto economico abbia una rilevanza fondamentale”.

Era molto bravo però a manipolare le sue donne, visto che riusciva ad avere due fidanzate in contemporanea. Anche l’altra è una vittima?

“L’altra ragazza era convinta di avere con lui una relazione stabile e non mi sembra opportuno definirla l’amante come hanno fatto alcuni giornali. Era sicura di essere la sua fidanzata e non era minimamente consapevole dell’esistenza di un’altra storia parallela. Quando inizia ad avere dei sospetti si mette ad indagare e quando scopre tutto lui le racconta un’altra menzogna, ovvero che il figlio che Giulia aspettava non era il suo, falsificando pure un test del Dna per manipolare anche lei. Questa ragazza è quindi un’altra vittima delle manipolazioni di questo psicopatico. Lei ha avuto la percezione di chi aveva davanti, quando ha capito che qualcosa non tornava ha voluto vederci chiaro e proprio la sua iniziativa poi ha scatenato inevitabilmente l’ira di questo soggetto che l’ha portato ad eliminare la donna che era più ingombrante per lui e che rischiava di limitargli la vita. Del resto anche l’altra era rimasta incinta di lui, e forse ha abortito proprio dopo aver compreso che non c’erano i presupposti per portare avanti la gravidanza”.

Giulia ha sbagliato a fidarsi, si è lasciata ingannare più facilmente, ha creduto alle sue bugie? Quale è stato il suo errore?

“Giulia purtroppo ha commesso l’errore che commettono tante altre donne vittime di manipolatori, ovvero credere alle menzogne e fidarsi delle lusinghe di questo signore. Purtroppo siamo in presenza di una fattispecie molto comune, perché i manipolatori sono molto bravi a mentire su qualunque cosa, riuscendo a convincere la propria vittima di amarla incondizionatamente, quando invece sono del tutto incapaci di farlo. L’unica persona che è al centro della loro vita, sono loro stessi”.

Che cosa si prospetta per l’assassino?

“Se non danno l’ergastolo a costui non so proprio a chi altro dovremmo darlo”.

Questo caso ha una sua specificità o è simile ad altri?

“Di casi di mariti o compagni che hanno ucciso le proprie mogli o fidanzate mentre erano incinta ce ne sono stati diversi, io personalmente ho seguito almeno tre casi di omicidi compiuti in avanzato stato di gravidanza. Ciò che colpisce stavolta è la giovane età dei soggetti coinvolti, ma in realtà si tratta di un copione già tristemente visto”.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

Sciopero aerei 4 giugno: orari, voli a rischio e rimborsi

Articolo successivo

Medicina Top – 3/6/2023

0  0,00