Parla Silvana De Mari: “Radiata per aver salvato vite. Scienza non è dogma”

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La dottoressa e scrittrice Silvana De Mari è stata radiata dall’Albo dei Medici Chirurghi della provincia di Torino a causa delle posizioni espresse durante la pandemia e giudicate antiscientifiche. In particolare alla De Mari è stata contestata l’opposizione alle vaccinazioni anti Covid e la promozione di cure cosiddette alternative in contrasto con i protocolli ministeriali. Ma la dottoressa è nota al grande pubblico anche per le sue battaglie contro la comunità Lgbt che l’hanno spesso portata a finire davanti ai giudici per aver espresso tesi fortemente controcorrente rispetto alla vulgata dominante e aver sostenuto fra l’altro che dall’omosessualità si può uscire. L’abbiamo raggiunta per chiederle un commento in merito alla radiazione.

Dottoressa De Mari, si aspettava la sua radiazione dall’albo dei medici?

“Si tratta di un provvedimento privo di qualsiasi fondamento perché le mie posizioni scientifiche sono esatte e non è stato minimamente dimostrato che abbiano arrecato danno ai pazienti. Anzi, ho salvato tante vite e nessuno questo è in grado di metterlo in discussione. Nelle 14 pagine in cui si motiva la mia radiazione non c’è riferimento a conseguenze negative per un solo paziente”.

Ma che cosa ha detto di così tanto grave?

“Durante la pandemia ho consigliato ai pazienti di assumere mezzo cucchiaino al giorno di olio di fegato di merluzzo basandomi su uno studio dell’Università di Oslo che ha dimostrato come un cucchiaino al giorno avrebbe diminuito il contagio da Sars Covid 19 e la virulenza della malattia per chi l’avesse contratta. Ho detto di assumere vitamina C e anche qui ci sono lavori scientifici che ne dimostrano l’alta efficacia contro le malattie virali e polmonari. Possibile li conosca soltanto io? Poi, seguendo le indicazioni dell’illustre professor Giancarlo Isaia di Torino ho consigliato la vitamina D che abbassa dell’80% il rischio di mortalità. Ma soprattutto ho sconsigliato il ricorso alla tachipirina perché inutile e dannoso e ho quindi osato andare contro il protocollo medico. Siamo quindi in presenza di una vera e propria persecuzione del dissenso, ma i protocolli non possono diventare ordini, il medico deve sempre agire in scienza e coscienza”.

L’hanno definita medico no vax, si riconosce in questa definizione?

“Guardi, in questi anni ci è stata imposta una narrazione a senso unico e una violenta repressione di qualsiasi voce dissonante. Hanno preteso di omologarci tutti ad un’unica visione pseudo scientifica ma prettamente ideologica per altro del tutto discutibile. Io mi sono ribellata alla pretesa di iniettare alle persone farmaci sperimentali che sul libretto di presentazione non fornivano garanzie di sicurezza. Mi chiedo piuttosto con che coraggio tanti miei colleghi hanno somministrato vaccini di cui non si conoscevano gli effetti a distanza come riportato sul foglietto illustrativo. E ora siamo flagellati da nuove epidemie, malori improvvisi, miocarditi e forme di cancro sempre più aggressive. Sono gli altri che devono semmai smentire le mie affermazioni e dimostrare che sono false. Ma purtroppo per loro non hanno elementi per farlo”.

Ora farà ricorso?

“Certamente, non ho dubbi. Farò ricorso e in questo modo la radiazione sarà sospesa fino a sentenza definitiva”.

Ma pensa che questa decisione derivi anche dalle sue battaglie contro il mondo Lgbt?

“E’ probabile, ma l’aspetto più sconvolgente è un altro. Chi mi ha radiato ha una concezione totalmente falsa e fuorviante della scienza, intesa come un insieme di dogmi da rispettare tassativamente. Ma questa non è scienza, perché la scienza nasce dal confronto e dallo scambio di idee. Se fosse un insieme di dogmi allora resterebbe sempre ferma su se stessa e non farebbe mai progressi. Invece è proprio confrontando le varie posizioni e i diversi studi che si migliorano le conoscenze, ed è così che nel corso dei secoli si sono fatti tanti progressi nella lotta alle malattie. Per questo con i miei avvocati ho chiesto la rimozione del presidente della commissione che ha deciso la mia radiazione che si è reso responsabile di dichiarazioni che in pratica mettono in discussione chiaramente la libertà di dissentire rispetto a posizioni di stampo dogmatico. Nel mio caso si è voluta perseguitare la libertà di dissenso rispetto a protocolli del tutto inefficaci e che si sono rivelati totalmente fallimentari. Si chiedano piuttosto gli esimi colleghi quante vite ho salvato io con le mie informazioni. Secondo l’università di Oslo, consigliando l’olio di fegato di merluzzo ne avrei salvate migliaia, e secondo il professor Isaia suggerendo vitamina D in grandi quantità decine di migliaia”.

Continuerà a battersi?

“Assolutamente sì. Continuerò la battaglia sul blog per la Brigata per la Difesa dell’Ovvio alla quale invito tutti ad iscriversi alla modica cifra di 50 euro l’anno, ovvero il costo di una tazzina di caffè alla settimana. Sulla brigata troverete informazioni se sarete ammalati e otterrete la necessaria assistenza medica”.

 

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