Affare Metropol: Cosa c’è dietro?

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L’Affare Metropol torna al centro del dibattito politico, portando alla luce retroscena inaspettati. Com’è noto ai più, l’oggetto della questione è la presunta trattativa che sarebbe avvenuta nell’omonimo hotel di Mosca il 18 ottobre 2018 alla quale avrebbe partecipato il fedelissimo di Matteo Salvini, Gianluca Savoini, con l’obiettivo di ottenere dai russi un finanziamento per la campagna elettorale per le europee.

Il caso ha suscitato forte scalpore per la sua matrice politica ma al contempo giudiziaria. La forte ambivalenza della vicenda ha prodotto inevitabilmente numerose narrazioni,che sono però in netto contrasto tra loro. A conferire un primo punto di partenza è senz’altro il noto giornalista giudiziari Giacomo Amadori.

In questo senso Il giornalista, a seguito della presa visione di un’informativa del nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Milano, sarebbe riuscito a strutturare una ricostruzione della vicenda.

A detta di Amadori si tratterebbe di un finto scoop orchestrato a tavolino dall’Espresso per incastrare Salvini e la Lega. Seguendo questa linea d’azione è bene ricordare che la vicenda Metropol scoppiò con un tempismo perfetto ,ovvero poco prima dell’Europee del 2019. Nonostante questo però Salvini vinse lo stesso.

Ad oggi, a seguito di questa presunta macchinazione ai danni della Lega, il partito ha dato mandato ai suoi legali di presentare un esposto in Procura e di procedere in tutte le sedi per ripristinare la realtà dei fatti e tutelare i principi fondanti della Lega.

A pensarla diversamente è Alfredo Mantovano, sottosegretario autorità delegata alla sicurezza nazionale. Egli ha smontato la tesi complottistica portata avanti dalla Lega di Salvini, affermando l’urgente necessità che il partito assuma le proprie responsabilità politiche in merito al caso. Coloro che si sono trovati concordi con la narrativa di Mantovano hanno affermato anche che le teorie della Lega & co.

sono solo ricostruzioni fantasiose che hanno lo scopo di conferire all’opinione pubblica in immagine meno filo-russa di Salvini. Come è noto, il caso Metropol è stato archiviato ad Aprile.

Lo ha deciso il gip di Milano Stefania Donadeo che ha accolto la richiesta dei pm, archiviando le posizioni di Savoini, Meranda, e Vannucci, indagati per corruzione internazionale.

La giustizia si è espressa ed ha fatto il suo corso, ma questo non è bastato a spegnere nè il dibattito politico e tanto meno quello mediatico.

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