In seguito alla scomparsa dell’ex Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, c’è stato uno stop senza precedenti: Camera e Senato hanno deciso di fermarsi in segno di lutto.
Quella che doveva essere una sospensione della durata di un paio di giorni, si è dunque trasformata in una settimana di vuoto per il Parlamento italiano e questo non era mai successo prima. Negli anni precedenti ci sono state sedute sospese per alcuni minuti, commemorazioni e omaggi, ma mai lo stop dei lavori per un’intera settimana. Basti pensare che nel 2016, durante la giornata di lutto nazionale proclamata dal governo Renzi in occasione dei funerali dell’ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, l’attuale vicepremier Matteo Salvini ha avuto da ridire: “Mi piacerebbe che ci fosse il lutto nazionale anche per le migliaia di italiani che sono morti o si sono suicidati a causa delle politiche di persone come Ciampi, considerato il padre dell’euro”.
Ma non solo si fermano, o rallentano, le Camere. C’è anche la gara dei politici a chiedere di intitolare cose in onore di Berlusconi. Tra le prime c’è stata la ministra per le Riforme costituzionali Elisabetta Casellati. “Voglio dedicare la riforma costituzionale a cui sto lavorando come ministro a Silvio Berlusconi”, ha detto. “Perché è un progetto che s’ispira al lavoro che lui ha provato a portare avanti nella legislatura 2001-2006 e che prevedeva, tra le altre cose, il premierato”. Mentre la sezione del Carroccio in Toscana ha avanzato un’altra proposta: dare il nome di Silvio Berlusconi al contestatissimo ponte sullo stretto di Messina ancora da realizzare. “Quando diventerà realtà, sarebbe bello se potesse essere a lui intitolato”.
Nel giorno del lutto nazionale dei funerali di Stato di Silvio Berlusconi, il 14 giugno, si è alzato anche il coro di protesta delle attiviste di Non una di meno. Il collettivo si è riunito sotto l’Altare della Patria, a Roma, per esporre un cartello con un messaggio di resistenza con scritto: “Oggi non siamo in lutto, siamo in lotta“, firmato “transfemministe antifa’”. Non solo a Roma, ma anche a Milano si è alzato un coro di dissidenza, dove una donna si è presentata sul luogo dei funerali di Stato con una maglietta riportante la scritta “non sono in lutto” che ha causato non poche tensioni tra i sostenitori dell’ex Premier.
Il lungo stop ha creato poi delle polemiche anche da parte delle opposizioni politiche. “Credo che fermare il Parlamento per una settimana sia una scelta infelice e sbagliata”, ha detto Riccardo Magi, di +Europa, mentre Nicola Fratoianni, di Alleanza Verdi Sinistra, ha attaccato: “Per quanti giorni avrebbe dovuto fermarsi il Paese dopo le stragi in cui furono uccisi Falcone, Borsellino e le loro scorte?“. Dal Pd è l’europarlamentare Alessandra Moretti a sottolineare: “Mi sembra davvero esagerato il congelamento dei lavori parlamentari per 7 giorni. Credo che gli italiani facciano fatica a comprendere tale scelta”. Il tutto mentre l’ex presidente Pd Rosy Bindi criticava la scelta dell’esecutivo di concedere il lutto nazionale. Il presidente del Senato Ignazio La Russa, ha fatto sapere tramite fonti interne, aveva proposto di sospendere i lavori d’Aula solo per la giornata di lutto nazionale, ma è stata la capigruppo a decidere di rinviare anche la seduta di giovedì dell’assemblea.
Ma se il Paese è fermo e quasi muto, è proprio Forza Italia a non arrestarsi. Nonostante il profondo cordoglio per la perdita del leader, il partito ha confermato l’organizzazione di una riunione del Comitato di presidenza presso la sede nazionale azzurra, a Roma, per l’approvazione del bilancio e per confermare le nomine fatte da Berlusconi nei mesi scorsi. È evidente: non c’è tempo da perdere, perché ora che il Cavaliere non c’è più, urge tentare l’impresa di una rinnovata leadership.



