Il disco di vinile rappresenta l’arte di ascoltare e la capacità di viaggiare nelle praterie immaginarie della musica. Il disco che gira lentamente sul piatto, il fruscio della puntina che legge la traccia, l’osservazione attenta della copertina per entrare nell’essenza dell’opera artistica: sensazioni per chi ha superato i famosi “anta”, ma anche per qualche ragazzo iper-tecnologizzato che scruta con curiosità questo oggetto d’antan. La forza del vinile sta nel fatto che dopo un periodo nel quale è stato accantonato per fare posto ai Cd rom, poi agli I-pod e quindi ai file scaricabili dalle piattaforme, è ritornato con forza sul mercato grazie alla tenacia di pochi determinatissimi collezionisti, che hanno saputo alimentarne e diffonderne il mito.
Nicola Iuppariello, scrittore napoletano, è uno di questi “sacerdoti”, avviato alla passione del vinile dal padre da bambino. Dopo aver ideato e organizzato per alcuni anni “Discodays”, fiera del vinile a Napoli, aver pubblicato “Vinilici. La passione per il disco. I negozi, i collezionisti, le fiere” e prodotto un docufilm, ha dato alle stampe “Di vinile e altre storie” (Capponi Editore, 190 pagine), un saggio che nasce dalla sua passione per l’ascolto della musica.
Nel suo libro racconta il mondo del vinile e della musica, contestualizzandolo al mercato e alla società odierna. Che ruolo hanno avuto i giovani e i social nella rinascita del vinile? Quanto è importante per la musica il ritorno del vinile sul mercato? Che senso ha il disco in vinile nel secondo decennio del XXI secolo? Iuppariello prova a rispondere a queste domande, ma gli argomenti che tratta sono numerosi: dalle modalità di ascolto al peso del vinile nel settore musicale, ma anche il suo ruolo e quello della musica nella società contemporanea e nell’epoca dei social network.
Un libro scritto come un diario, considerazioni su di un mondo che l’autore approfondisce da sempre per mera passione. Il testo esprime un’ampia visione, spesso critica, che si rivolge non solo agli appassionati di musica e del supporto, ma anche ai neofiti e a coloro che sono curiosi di scoprire qualcosa di più sul mondo del vinile.
«Quando nel 2011 ho iniziato a scrivere il mio primo saggio sull’argomento – spiega Iuppariello – si stava per assistere al cambiamento: il vinile si stava risvegliando. Ogni anno, da allora ininterrottamente, i numeri del vinile sono sempre stati in crescita così come le iniziative e le attività a esso dedicate. Oggi la situazione da allora è molto cambiata e diverse altre sono le domande che ruotano attorno al disco e ad alcune ho provato a dare una risposta: pagine scritte come un diario, o meglio come una lettera aperta in cui le mie considerazioni vengono arricchite dalle esperienze di alcuni tra i protagonisti che vivono quotidianamente per lavoro o per passione il mondo della musica o in particolare quello del vinile. Nove sezioni come nove tracce, quelle di un long playing, arricchite da altrettante interviste riportate in forma di contributo che ho voluto inserire quali vere e proprie bonus tracks, per condividere esperienze positive che ritengo piacevolmente interessanti e anche, perché no, di ispirazione».
Il volume si apre con la prefazione di Fabio Zuffanti, scrittore, musicista e critico musicale per La Stampa, Rolling Stone Italia, Rockol e Ondarock, ed è suddiviso in nove sezioni, appunto, ognuna incentrata su una particolare tematica in cui l’autore, oltre a inserire le sue considerazioni personali, propone uno sguardo esteso grazie anche agli interventi e alle osservazioni di alcuni esperti che vivono quotidianamente gli argomenti affrontati attraverso i contributi inseriti alla fine di ogni sezione a seguito delle interviste a Ferdinando Frega, Queenmuseum.com; Jenny Sorrenti, musicista e cantautrice; Ludovica Trupia, Hifeelings.it; Carlo Lecchi, Associazione vinile italiana; Luca Pallini, Associazione culturale covergreen; Claudio Trotta, Barley Arts; Johnny V., Vinilicamente; Giorgio Nobile, Magic Music; Martina Palmeri, The Setlist Girl.
Lunga vita al vinile.



