Guerra in Ucraina e Wagner, Capuozzo: “L’Occidente sta fallendo”

4 minuti di lettura

Con Toni Capuozzo, giornalista, inviato di guerra ed esperto di scenari geopolitici, abbiamo fatto il punto della situazione sulla guerra in Ucraina, dopo il tentato golpe del gruppo Wagner. La Russia di Putin è ora più forte o è indebolita sullo scacchiere internazionale? E la guerra, è vicina dal cessare oppure dovremo attendere ancora a lungo? Con quali esiti?

Il tentato golpe della Wagner è stato realmente pilotato da forze esterne alla Russia? C’è la mano degli Usa?

“Si è trattato a mio giudizio di una resa dei conti interna alla Russia, uno scontro fra il capo della Wagner Prigozhine e il Ministero della Difesa di Mosca che pochi giorni prima aveva manifestato la volontà di obbligare tutte le milizie a passare sotto il controllo e il comando del Ministero entro il 2 luglio. Un atto di ribellione contro il tentativo di inquadramento nell’apparato militare nazionale, fatto questo che avrebbe comportato l’obbligo di sottostare al ministro della Difesa e ai generali”.

La Wagner ha dunque vinto mantenendo la propria autonomia, o ci saranno pesanti conseguenze per questo atto di ribellione?

“Quelli che hanno accettato di stare sotto il comando della Difesa russa resteranno a combattere sui fronti caldi della guerra, quelli che invece hanno deciso di seguire Prigozhine e sono riparati in Bielorussia con lui, non possono non preoccupare Kiev nel momento in cui si troverà a dislocare i suoi reparti ai confini con la stessa Bielorussia. Anche se è molto più probabile che i ribelli si dirigeranno verso l’Africa dove la Wagner ha dei notevoli interessi economici e dove può continuare a svolgere il lavoro sporco per conto della Russia”.

A questo punto Putin è più forte o più debole dopo lo scontro interno con Prigozhine?

“E’ esattamente come il giorno prima. Putin è sicuramente più forte perché è riuscito a superare una crisi interna molto difficile e l’ha superata senza spargimento di sangue, utilizzando la diplomazia e ottenendo quello che voleva. Capisco che la propaganda occidentale debba convincerci tutti che Putin è più debole anche per giustificare il massiccio invio di armi all’Ucraina, ma il vero dato di fatto è che fino ad oggi la tanto sbandierata controffensiva ucraina non ha affatto prodotto gli effetti sperati. Dire che Putin è più debole è una sorta di premio di consolazione, un tentativo di far credere che in un tempo ragionevole ci sarà la fine della guerra. Ma io non credo affatto che sia così. Penso invece che la controffensiva farà molta fatica ad ottenere gli obiettivi sperati, ovvero rimandare i russi oltre i confini internazionalmente riconosciuti del 1991”.

Se la controffensiva non avrà successo cosa farà l’Occidente?

“Il grande sbaglio della comunità occidentale è stato quello di scegliere una sola opzione, quella militare che però prevede per forza di cose una vittoria. Il dover trattare è già una sconfitta, perché comunque non sarà indolore, porterà ad una rottura dei rapporti con l’Ucraina e con lo stesso Zelensky che difficilmente accetterà le condizioni e sarà devastante sul piano economico, perché dopo aver speso miliardi si sono ottenuti risultati mediocri. Ognuno cercherà di cantare vittoria, sostenendo che comunque l’Ucraina sarà salva e avrà mantenuto la propria indipendenza, ma certo è che la strategia della Nato, degli Stati Uniti e dell’Europa si è rivelata cieca”.

Quindi ad essere debole oggi è l’Occidente, non la Russia?

“Esattamente, anche se noi vogliamo convincerci del contrario. Quando è scoppiata la guerra abbiamo raccontato che Putin aveva pochi mesi di vita, che la Russia avrebbe finito presto le munizioni e che sarebbe stata schiacciata dal peso delle sanzioni economiche e dagli aiuti militari all’Ucraina; invece è passato un anno e mezzo e la guerra non vede la fine. Intanto abbiamo inviato armi a Kiev sostenendo che in questo modo avremmo ridotto i tempi della guerra e saremmo arrivati prima alla pace. Un fallimento totale”.

E’ d’accordo con chi sostiene che il tentato golpe di Prigozhine ha finito con il rafforzare Putin a livello internazionale, visto che anche chi lo criticava, di fronte al rischio della presa del potere da parte del capo della Wagner, ha ringraziato il cielo che il golpe sia fallito?

“Questo è l’atteggiamento persino degli osservatori americani. Inutile girarci intorno, la Russia senza Putin è destinata ad un salto nel buio. Stiamo parlando di un Paese che ha 4000 testate atomiche e Prigozhine è senza dubbio molto più duro e aggressivo di Putin. Non sono però d’accordo nel sostenere che il presidente russo sia più forte sul piano internazionale. Quello che è accaduto è comunque un segnale di debolezza interno alla Russia. Poi certo, l’aver avuto ragione e aver riportato l’ordine lo ha fatto uscire più forte, ma è stato a tutti evidente che a Mosca si sono aperte delle crepe e che la compattezza del regime ha vacillato. Sarà soprattutto la Cina a guardare ora a Putin come ad in un interlocutore più debole. Diciamo che il capo del Cremlino avendo vinto la sfida con Prigozhine è più forte dal punto di vista dell’opinione pubblica russa, ma sul piano internazionale è oggettivamente un leader che ha dei problemi”.

La guerra durerà ancora, o vede presto una fine?

“Sicuramente andrà avanti la guerra di propaganda che si è per altro intensificata in questi giorni: i nostri media  riferiscono dell’arresto del generale Surovikin che Mosca smentisce fornendo tesi alternative sulla sua scomparsa; gli ucraini denunciano l’attacco missilistico ad una pizzeria piena di civili citando la morte di due gemelle, mentre i russi sostengono che era un luogo pieno di militari e che ne hanno uccisi più di cinquanta, fra cui due generali e alcuni americani; gli ucraini fanno le manifestazioni per prepararsi ad un eventuale incidente nucleare e dicono che i russi possono attaccare la centrale di Zaporizzja, mentre da Mosca rispondono che la centrale sta nelle loro mani, che non hanno quindi alcun interesse né ad attaccarla, né a sabotarla. Tutto dipenderà dall’esito di questa controffensiva ucraina. Se entro due o tre mesi non andrà a buon fine, in Occidente qualcuno inizierà a capire che sarà meglio trattare. Tenga conto che gli americani non potranno permettersi di affrontare le presidenziali con questa guerra ancora in corso. Anche perché se non finirà ci saranno conseguenze pesanti per l’Occidente in termini di armi, soldi e pericoli concreti di allargamento del conflitto”.

Saranno comunque gli Usa a decidere di trattare?

“Certo, dovranno essere gli americani a convincere Zelensky al negoziato, perché il grosso degli aiuti arriva dall’America e tutti gli altri Paesi occidentali si sono allineati alla politica della Casa Bianca. Noi siamo soliti descrivere la Bielorussia come un Paese vassallo della Russia e questo è anche vero, ma noi europei non siamo forse vassalli della Nato? In questa guerra non siamo stati capaci di una minima azione diplomatica e abbiamo seguito ciecamente le direttive degli americani, compresi noi italiani. Mi pare evidente che non potranno che essere gli Stati Uniti a sbloccare la situazione se come prevedo la controffensiva non porterà risultati”.

 

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

Ucraina, Zelensky: “Nostro esercito ha ucciso 21mila soldati della Wagner”

Articolo successivo

In SuperFinal World Cup partenza sprint per il Settebello

0  0,00