Legambiente: «Lungo le coste italiane più di due reati all’ora»

domenica, 2 Luglio 2023
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mare

Le bandierine blu sulla sostenibilità della balneazione aumentano lungo le coste italiane, quest’anno si sono fregiate del titolo ben 458 spiagge, con 17 nuovi ingressi. E questa è una buona notizia. Tuttavia, i nostri litorali sono ancora considerati zone di saccheggio indiscriminato, come sottolinea il puntuale rapporto di Legambiente, significativamente intitolato “Mare monstrum”. Inquinamento, abusivismo edilizio, cattiva depurazione delle acque, pessima gestione dei rifiuti, sfruttamento massiccio del patrimonio ittico e violazione sistematica della biodiversità sono le facce della pressione illegale sull’ecosistema marino del nostro Paese secondo lo studio di Legambiente frutto di un’elaborazione accurata dei dati di forze dell’ordine e Capitanerie di porto. Tradotto: 2,5 reati ogni ora. I dati analizzati sono relativi al numero dei reati, delle persone denunciate o arrestate, dei sequestri penali e del loro valore, degli illeciti e delle sanzioni amministrative. Nel 2022 lungo le coste italiane sono state 13.229 le infrazioni contestate, pari a 1,8 violazioni per ogni chilometro di costa. Crescono nel 2022 gli illeciti amministrativi e le sanzioni amministrative. In diminuzione il numero di reati e il numero delle persone denunciate o arrestate e quello dei sequestri, per un valore economico di oltre 385 milioni di euro.

La conferma. La Campania si conferma prima in classifica: nel 2022 sono state commessi 1.245 reati, il 26,3% del totale nazionale. Le persone denunciate e arrestate sono state 989, i sequestri 496, gli illeciti amministrativi 1.273 e le sanzioni 1.247. Al secondo posto per numero di reati sale la Puglia (l’anno scorso quarta) che nel 2022 ha contato 559 reati, pari all’11,8% del totale nazionale. Segue il Lazio con 539 reati (11,4% del totale) ma che si piazza al secondo posto come numero di persone denunciate e arrestate (673) e sequestri (216 quelli eseguiti). La Calabria (seconda come illeciti amministrativi e sanzioni, rispettivamente 1.018 e 1.062) sale al quarto posto con 344 reati, seguita dalla Sicilia, che con 336 reati scende di due posizioni rispetto alla classifica del 2021. Sesta l’Emilia-Romagna con 271 reati. Da sottolineare l’incidenza dei reati connessi al mare inquinato nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia), che sale dal 51,8% del 2021 al 52,5% del 2022.

Goletta Verde. Proprio per accertare e denunciare gli abusi soprattutto in tema di depurazione e di inquinamento delle acque salperanno a breve, fedeli al motto “Non ci fermeremo mai”, la Goletta Verde e la Goletta dei Laghi 2023, le due storiche campagne di Legambiente, giunte rispettivamente alla 37esima e 18esima edizione, che monitorano la qualità delle acque marine e lacustri e sugli abusi che deturpano fasce costiere e rive. Anche quest’anno, coinvolgeranno centinaia di volontarie e volontari in tutta Italia, impegnati nel campionamento delle acque, poi oggetto di analisi microbiologiche. Il vascello inizierà il suo viaggio il 30 giugno a Genova percorrendo, da ovest a est, le coste della Penisola e terminando il viaggio a San Giorgio di Nogaro in Friuli-Venezia Giulia l’11 agosto. Tra i temi a bordo la depurazione, la lotta alla crisi climatica, rifiuti di spiaggia e in mare, la salvaguardia della biodiversità fino alle filiere virtuose dell’economia circolare e della chimica verde per la lotta all’inquinamento.

Goletta dei Laghi. Goletta dei Laghi partirà il 29 giugno dal Lago di Santa Croce (Veneto) e Laghi delle Mucille (Friuli-Venezia Giulia) toccando poi la Lombardia, Piemonte, Marche, Umbria, Abruzzo, Lazio, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e terminerà il suo viaggio in Calabria il 3 agosto. Con l’obiettivo di monitorare lo stato di salute dei bacini lacustri italiani, la campagna denuncerà le criticità e promuoverà esempi virtuosi di gestione e sostenibilità accendendo i riflettori su scarichi non depurati e inquinanti, incuria e inquinamento da microplastiche, siccità, cementificazione e captazione delle acque. A bordo progetti per la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento da microplastiche con i quali si cercherà di sensibilizzare la cittadinanza e le amministrazioni locali sul tema.

Le 5 proposte di Legambiente. Secondo il Cigno verde è urgente procedere verso la piena ed effettiva depurazione delle acque reflue attraverso 5 azioni: rilanciare a livello nazionale e locale la costruzione e l’adeguamento e la messa in regola dei sistemi fognari e di depurazione, migliorando l’intero sistema di gestione, integrando il ciclo idrico con quello dei rifiuti; 2) efficientare la depurazione delle acque reflue, valorizzandole come risorsa e permettendone il completo riutilizzo in settori strategici come l’agricoltura superando gli ostacoli normativi nazionali; 3) rafforzare e rendere più efficienti i controlli delle Agenzie regionali di protezione ambientale messe in rete nel Sistema nazionale di protezione ambientale, coordinato da Ispra e i controlli delle forze dell’ordine contro gli scarichi illegali; 4) regolamentare lo scarico in mare dei rifiuti liquidi istituendo, per esempio, delle zone speciali di divieto di qualsiasi tipo di scarico, anche oltre le 12 miglia dalla costa; 5) promuovere politiche attive per la prevenzione nella produzione di rifiuti e riciclo e per la migliore tutela del mare e della costa.

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