La Francia è ancora in fiamme

lunedì, 3 Luglio 2023
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Da tre giorni ormai si può dire che Parigi sia in assetto di guerra,
Migliaia di agenti stazionano in tutta la città, non solo nelle banlieue ma anche nel centro storico e nei tranquilli quartieri residenziali.
Le forze dell’ordine sono pronte a intervenire per sedare le violenze che dallo scorso martedì, non accennano a diminuire dopo l’uccisione, da parte di un poliziotto, di un ragazzo di diciassette anni di Nanterre.
In tutta la Francia 40.000 agenti delle forze dell’ordine sono stati mobilitati, 5.000 dei quali solo a Parigi.
Il governo inoltre ha annunciato che saranno schierati anche veicoli corazzati della gendarmeria.
Sono impressionanti le immagini dell’assalto ad un centro commerciale nel cuore di Parigi e le distruzioni di vetrine di famosi negozi.
Gli scontri e gli incidenti hanno coinvolto anche altre città.
Scene di saccheggio sono state registrate anche nelle città di Rouen e Nantes.  Molti edifici pubblici sono stati bruciati, tram presi a sassate, negozi saccheggiati e bus e auto incendiati.
Nel centro della città di Marsiglia, è stata danneggiata la facciata della biblioteca comunale dell’Alcazar.
Le forze dell’ordine hanno risposto con gas lacrimogeni e si contano poco meno di mille fermati e centinaia di feriti  fra poliziotti e gendarmi, nessuno dei quali in gravi condizioni.
Sin dal primo momento è al lavoro l’unità di crisi interministeriale sulla situazione dell’ordine pubblico.
Per quanto riguarda la circolazione, il ministro dell’Interno, Gerald Darmanin, ha chiesto ai prefetti di sospendere a partire dalle 21 tutti i bus e i tram, misura che era stata già presa da giovedi’ nell’Ile-de-France. Anche la metro chiudera’ un’ora prima rispetto al solito.
Il governo ha anche deciso di cancellare gli eventi ‘di grandi dimensioni’, concerti, eventi pubblici, feste di quartiere e nelle scuole.
Al momento il presidente Emmanuel Macron non ha dichiarato lo stato d’emergenza, come molti prevedevano, ma si è rivolto alle famiglie dei minorenni che partecipano alle violenze, chiedendo di tenerli a casa perché “un terzo dei fermati sono giovani e giovanissimi”.
Inoltre ha puntato il dito contro le piattaforme social per aver svolto “un ruolo considerevole” nell’alimentare la violenza urbana e ha chiesto loro “uno spirito di responsabilità” nel rimuovere “i contenuti più sensibili” che “suscitano anche una forma di mimetismo della violenza, che porta tra i più giovani a una forma di uscita dalla realtà”
Un social network molto popolare ha proposto una mappa interattiva con video, diventati virali, di degrado e scontri con la polizia.
L’Onu ha chiesto alla Francia con la sua polizia di affrontare “i profondi problemi di razzismo e discriminazione tra le sue forze dell’ordine”. Un invito che il Ministero degli esteri francese ha giudicato “del tutto infondato”.
Attualmente la situazione non presenta segnali di miglioramento e l’attenzione delle forze dell’ordine adesso è rivolta a quello che potrebbe succedere durante i funerali a Nanterre del giovane  Nahel.
Sofia Barilari

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