Bianca Berlinguer lascia la Rai. E’ la fine dei simboli intoccabili della sinistra

mercoledì, 5 Luglio 2023
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Bianca Berlinguer si è dimessa dalla Rai per approdare a Mediaset dove condurrà un programma su Rete 4. Dopo Annunziata, Fazio e Gramellini un altro volto storico della Rai che sbatte la porta all’Azienda di Viale Mazzini.
E’ conseguenza dello spoil system della destra? No, più semplicemente è la fine dei simboli intoccabili della sinistra.
Berlinguer non è soltanto una professionista che in Rai ci ha passato circa quarant’anni ma è sicuramente molto di più. Era l’immagine della Rai di sinistra, di RaiTre, dove in pratica ha trascorso tutta la sua carriera ricoprendo vari incarichi, conducendo programmi di punta e dirigendo il Tg3, passando da Berlusconi a Monti fino a Renzi.
Per anni Bianca ha impersonato RaiTre, la rete che è sempre stata appaltata alla sinistra sin dai tempi della prima Repubblica, passando dal PCI alle sue varie e diverse declinazioni, fino al PD. È stata rete di opposizione ai tempi della DC e poi nell’epoca berlusconiana, e lei figlia del defunto e amato leader del PCI Enrico Berlinguer era l’emblema di quella rete, il volto di punta. Pensavi a Rai tre e inevitabilmente veniva in mente proprio Bianca, quasi come se il canale fosse strettamente legato a quella figlia d’arte che però si era fatta da sola ; una giornalista sicuramente di parte che però, diversamente dai tanti eredi della RaiTre di Angelo Guglielmi, quella di  Telekabul, delle Samarcanda santoriane, dei comici di sinistra modello fratelli Guzzanti, di Serena Dandini, della squadra di Blob, spiccava meno per faziosità. E difatti era apprezzata anche dagli avversari e nei suoi programmi, nel suo Tg3, per quanto schierati era comunque sempre rispettato il pluralismo.
E diversamente dai vari Santoro, Fazio, Annunziata non è stata mai oggetto di critiche, nessuno ha mai abbandonato i suoi programmi perché gli veniva impedito di parlare. Non ha mai subito editti bulgari, nessuno ha mai chiesto la sua testa.
Pare che in Rai si trovasse a disagio da molto tempo, ma fino all’ultimo ha forse sperato di chiudere la sua carriera nella casa dove ha sempre abitato. Così non è stato e gli ultimi due/tre anni che le mancano per andare in pensione li trascorrerà a Mediaset accettando l’offerta di Piersilvio Berlusconi di condurre un programma in prima serata su Rete 4. Ad infastidire Berlinguer sarebbe stata la troppa concorrenza che subiva in Rai da parte di altri programmi, che di fatto rendevano il suo “Carta Bianca” una specie di fortino per complottisti modello Orsini e Corona e non un programma di punta.
Va nell’azienda rimasta orfana del fondatore e leader politico del centrodestra Silvio Berlusconi, e i maligni sostengono che si sia decisa dopo la morte del leader di Forza Italia, in maniera tale che nessuno possa accusarla di essersi venduta al nemico.
Per la Rai è senza dubbio un duro colpo, perché piaccia o no né Fazio, né Annunziata hanno alle spalle la storia di Bianca Berlinguer. Un cognome che esprime la nostalgia per una sinistra che non esiste più e che in Rai era comunque garanzia di una continuità ideale e politica, oltre che simbolo vivente dell’identità della terza rete. Con la sua uscita di scena è finita definitivamente la RaiTre di Guglielmi, quella tv che promuoveva un’informazione e un modello culturale a metà strada fra lotta sindacale e salotti radical chic, fra mondo delle fabbriche e intellettuali progressisti. E se è ormai certo che i voti degli operai vanno a destra, anche i giornalisti storici della sinistra finiscono a Mediaset. Per la sinistra politica e televisiva un fallimento dietro l’altro

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