Caccia sinistra all’uomo. Ma che hanno detto di male Abodi, Valditara, Sangiuliano, Venezi e soci?

mercoledì, 12 Luglio 2023
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Sì, ha ragione “Libero”: “Ormai è caccia all’uomo”. Un titolo che la dice lunga sulla campagna di demonizzazione ideologica contro le persone non gradite dal mainstream, orchestrata dalla sinistra che non avendo più argomenti, scandaglia con la penna rossa le parole usate, spesso a sproposito, o talune volte decontestualizzate, dalla destra di governo.

Il tema è duplice: Pd e grillini, intellettuali progressisti e giornalisti organici al pensiero unico non sono i depositari, i custodi della morale, del bene, dell’etica, della cultura e della competenza. Quindi, da che pulpito viene la predica? Sono per caso esenti da scivoloni, gaffe e dichiarazioni lacunose?

La verità è che hanno creduto di essere immortali, intoccabili, insostituibili; e ora ovviamente, reagiscono male al normalissimo spoil system a 360 gradi, prerogativa di quella democrazia dell’alternanza che loro evocano sempre a chiacchiere, ma che non hanno mai digerito nella sostanza.
E se stanno perdendo la battaglia delle idee, confermata dal mancato “effetto-Schlein” e dalle continue sconfitte elettorali dell’opposizione, prima alle politiche poi alle amministrative, da un po’ hanno scatenato una vera e propria guerra ai singoli, considerati simboli del male, del fascismo, dell’intolleranza, dell’omofobia, del sessismo.

Questo è il filo conduttore che lega la campagna del fango mediatico proprio di recente contro Ignazio La Russa, Filippo Facci, Andrea Abodi e Beatrice Venezi. Per non parlare degli altri tra giornalisti, ministri, attori, artisti, intellettuali, ripetutamente e ossessivamente nell’occhio del mirino (Nordio, Sangiuliano, Feltri, Sgarbi, Lollobrigida etc).

Attacchi “fisici” con relativa richiesta rivolta a Giorgia Meloni a uscire dal silenzio. Il che dimostra le vere ragioni della strategia. Mettere in difficoltà la premier, costretta o a smentire i suoi, o a smentire le sue battaglie, “auto-normalizzandosi” per non avere grane.

Ma che fanno e che hanno detto di tanto grave i succitati per giustificare l’odio e la penna rossa?

Il ministro Nordio, è noto, è una bandiera del garantismo, non un manettaro. E’ un reato pretendere maggiore rispetto per i cittadini al centro di processi televisivi e politici? O difendere i sindaci immobilizzati dal reato di abuso d’ufficio? E che dire di Sgarbi, costretto a ricorrere al politicamente scorretto per rompere il moralismo disinfettato della sinistra?

Cosa ha detto di male il ministro dello Sport Abodi? Ecco il suo errore, a proposito del coming out del calciatore Jankto: “Sono scelte personali, vanno rispettate, ma non amo certe esibizioni (a proposito delle manifestazioni del Gay Pride)”. Ottimo, io sogno un’Italia dove non ci sia proprio bisogno di fare coming out per certificare la propria importanza professionale, con la scusa del vittimismo che uccide gli altri.

In quanto all’esibizionismo, va esecrato a ogni livello; è questione di pubblico pudore. I cortei arcobaleno confondono due concetti basilari, la libertà di espressione e il buon gusto.

E la direttrice d’orchestra Beatrice Venezi che preferisce (meno male) definirsi direttore, per una scelta antropologica e non liquida, fluida, stile-gender e per tale convinzione è oggetto dell’antidemocrazia dei democratici, del fascismo degli antifascisti, che vorrebbero impedirle i suoi concerti a Nizza? Con quale motivazione? “Sostiene un governo che limita i diritti e inneggia alla triade Dio-patria-famiglia ereditati dall’ideologia mussoliniana”. Oltre che faziosi, ignoranti.

I 12 comitati transalpini anti-Venezi dovrebbero aggiornare le loro nozioni (sui terroristi rossi e ex-Br rifugiati in Francia invece, grande solidarietà?), e sapere che la famigerata triade, oltre ad essere fondamentale per ogni popolo, l’ha coniata Mazzini, lui stesso esule risorgimentale in Francia.
E ancora: Ignazio La Russa deve proprio incarnare il prototipo dell’uomo anti-sinistra. Da quando è diventato presidente del Senato, tutti “i perfetti”, “i buoni” e “i giusti”, a monitorarlo.
Il Fatto quotidiano abilmente ha riassunto un divertente e divertito bestiario sugli “straparlanti destristi”. Per arrivare alla verità, basta rovesciare le accuse.

Il ministro Sangiuliano (in foto) sarebbe reo di non aver letto nel dettaglio i libri premiati. Vogliamo ricordare i premi Strega e non solo, prerogativa di una casta che si è ciclicamente premiata e cooptata da sola? Li leggeva veramente i libri premiati a suon di soldi? In ogni critica c’è un’autobiografia.

Il ministro Valditara, dal canto suo, non doveva affermare che un bullo che si macchia di reati, “deve fare lavori socialmente utili”, anziché finire in prigione per entrare ufficialmente nel giro della criminalità, e che “l’umiliazione è sinonimo di crescita della personalità”? Dov’è lo scandalo? Mai sentite frasi più serie e oggettive.

Tommaso Foti non doveva dire che l’Italia ha espresso un “colonialismo buono”, non predatorio (in Libia abbiamo costruito le strade e non ci siamo neanche accorti che c’era il petrolio)? Più che un’analisi è quasi un’ovvietà, visto che ancora oggi le nostre missioni militari di pace vengono apprezzate dalle popolazioni locali, a differenza di inglesi e francesi. Qualcosa vorrà pur dire. E poi, da che pulpito. La bocciatura certificata dai fan del colonialismo ideologico globalista, di Bruxelles, dello Stato etico sanitario ora Stato etico green?

E come dimenticarsi del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida pure lui colpevole di essersi preoccupato delle poche nascite italiane, e di temere la “sostituzione etnica”. Al contrario, si è comportato da statista, che mette al centro l’identità di un popolo, non da militante del globalismo, che vorrebbe tutti apolidi, cittadini del mondo, senza più differenze tra locali e immigrati (lo ius soli), così saranno, saremo tutti schiavi dell’economia.

Dulcis in fundo, la Meloni, quando ha osato affermare che quello delle Fosse Ardeatine è stato un eccidio rivolto ad innocenti in quanto italiani. Ma è giusto, cittadini di religione ebraica, o partigiani non sono italiani, sono comunisti, socialisti, azionisti etc, in omaggio alla guerra civile e alla guerra fredda. Nella polemica la sinistra ha ammesso il suo Dna.
Questo è il problema nazionale. Le tifoserie prima della patria e del buon senso.

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