Nuovi cardinali, fra progressismo e sincretismo quale futuro per la Chiesa

venerdì, 14 Luglio 2023
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Non si placano le polemiche sulle nomine dei nuovi cardinali da parte di Papa Francesco e soprattutto sulla duplice scelta di Victor Manuel Fernandez come prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede e come membro del collegio cardinalizio chiamato ad eleggere il futuro papa.

La Congregazione per la Dottrina della Fede, guidata in passato da Joseph Ratzinger, altro non è che l’ex Sant’Uffizio, ovvero la Congregazione della Chiesa chiamata nei secoli a combattere le eresie e a difendere l’integrità e purezza della fede dagli errori dottrinali. Quindi ha prodotto un certo imbarazzo vedere al vertice un prelato di tendenze progressiste, che si è sempre espresso in favore di un’interpretazione della dottrina meno rigida e più calata all’interno dei contesti contemporanei. Ad esempio per ciò che riguarda la benedizione delle coppie gay Fernandez, chiamato il vescovo “esperto di baci” per aver scritto un saggio in cui esalta l’arte di baciare, ha dichiarato che “certi testi biblici non vanno interpretati in senso strettamente letterale ma occorre un’emerneutica che li interpreti nel loro contesto storico. Il linguaggio teologico non deve mai ferire il cuore delle persone”. E ancora, a proposito della possibilità di ordinare preti sposati: “E’ un’ipotesi possibile che però il Papa è chiamato ad affrontare e risolvere in modo prudenziale”.  Per ciò che riguarda l’ordinazione delle donne ha invece detto: “E’ un tema che va affrontato in maniera collegiale, per il momento è positivo il voto delle donne al Sinodo dei vescovi”.

Dichiarazioni dirompenti che naturalmente hanno provocato forti reazioni nel mondo conservatore, soprattutto perché proprio la benedizione delle coppie gay, il superamento dell’obbligo del celibato per i sacerdoti e l’ordinazione delle donne, sono alla base dell’agenda del Sinodo tedesco. Fino ad oggi la Congregazione per la Dottrina della Fede ha sempre frenato, e in alcuni casi censurato, certe derive moderniste come dimostra la nota di due anni fa con cui si ribadiva espressamente il divieto di benedire le coppie omosessuali e che aveva prodotto come reazione la disobbedienza di un centinaio di sacerdoti tedeschi spalleggiati dai rispettivi vescovi. Il timore è che adesso con Fernandez alla guida, l’ex Sant’Uffizio smetta di correggere gli errori dottrinali dei modernisti e in qualche modo possa addirittura incoraggiarli. Del resto è lo stesso Papa Francesco a chiedere al neo cardinale di segnare una discontinuità rispetto al passato e di non fare della Congregazione uno strumento di condanna e repressione. 

Ma non è solo la nomina di Fernandez a far discutere. C’è chi per esempio contesta la porpora concessa a Mons. Américo Aguiar, dal 1° marzo 2019 Vescovo ausiliare di Lisbona, responsabile in Portogallo dell’organizzazione della prossima Giornata Mondiale della Gioventù, che verrà celebrata proprio a Lisbona dal 1° al 6 agosto 2023. Il quale prima che il suo nome fosse reso pubblico quale nuovo membro del collegio cardinalizio, aveva rilasciato delle dichiarazioni alquanto discutibili proprio in merito al significato della prossima Gmg. Ma cosa aveva detto di tanto scomodo il prelato? “È molto importante che i giovani che vengono a Lisbona, in Portogallo, incontrino altri giovani dell’Africa, dell’Asia, dell’America, ricchi, poveri, occidentali, cattolici, non cattolici, con religione, senza religione, con fede e senza fede, e capire prima che questa diversità, qualunque essa sia, è una ricchezza. E poi incontrarsi e farsi conoscere. Da quel momento in poi, che prendono cura l’uno dell’altro, che si amano, che provano piacere nello stare insieme. Non vogliamo convertire i giovani a Cristo o alla Chiesa cattolica o qualcosa del genere, assolutamente. Vogliamo che sia normale che un giovane cristiano cattolico dica e testimoni chi è, e che anche un giovane musulmano, ebreo o di altra religione non abbia problemi a dire chi è e a testimoniarlo, e che un giovane che non ha religione si senta il benvenuto e non si senta strano a pensarla diversamente”.

Peccato che la Giornata Mondiale della Gioventù sia stata istituita nel 1986 da San Giovanni Paolo II proprio con l’obiettivo di favorire l’incontro dei giovani di tutto il mondo con Cristo, e fare in modo che si convincano ad unirsi totalmente a lui nel sacerdozio o nella vita consacrata. Nella Veglia di Preghiera della XV Giornata Mondiale della Gioventù in occasione del Giubileo del 2000, San Giovanni Paolo II disse rivolto ai ragazzi: “Cari giovani del secolo che inizia, dicendo «sì» a Cristo, voi dite «sì» ad ogni vostro più nobile ideale. Io prego perché Egli regni nei vostri cuori e nell’umanità del nuovo secolo e millennio. Non abbiate paura di affidarvi a Lui. Egli vi guiderà, vi darà la forza di seguirlo ogni giorno e in ogni situazione”.

A giudicare dalle parole del neo cardinale Aguiar, le giornate mondiali della gioventù non avranno più al centro l’incontro con Cristo ma diventeranno una sorta di raduno fra ragazzi di tutto il mondo con Cristo tagliato fuori, quasi come una presenza ingombrante destinata ad ostacolare il dialogo fra diverse religioni o addirittura fra chi crede e chi no.

Insomma, la sensazione è che papa Francesco stia costruendo, tassello dopo tassello, la Chiesa del futuro, una Chiesa chiaramente sempre più aperta alle istanze del mondo. Con la speranza che il suo successore possa portare a compimento quelle riforme che lui non è riuscito a realizzare poiché frenato proprio da buona parte dei cardinali legati al vecchio corso ratzingeriano e dalla convivenza con il Papa emerito Benedetto XVI scomparso lo scorso 31 dicembre. Un collegio cardinalizio sempre più progressista, dove fra deceduti e ottantenni fuori gioco, la truppa conservatrice sembra sempre più destinata ad assottigliarsi. Poi non è detto che il prossimo papa sarà necessariamente un progressista, o peggio ancora modernista, ma è evidente che chi sogna il ritorno alla Chiesa di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI dovrà mettersi l’anima in pace.

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