Roma. Sto col Giustiziere della notte. Ecco perché

venerdì, 14 Luglio 2023
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La notizia gira da parecchio. A Roma c’è un uomo, ribattezzato “Giustiziere della notte”, che, come riporta il “Corriere della Sera”, agisce con una bomboletta spray e imbratta le auto in sosta vietata.

Lascia la firma “Free Park” a caratteri cubitali sulle loro fiancate. Lo scorso 25 giugno a subire la punizione è stato un Suv bianco; macchina parcheggiata sul posto disabili, ritrovata con la scritta sul fianco destro. Adesso l’ultimo episodio risale a due giorni fa: ad essere stata oggetto delle sue attenzioni, una Mazda Mx-30 blu parcheggiata male in mezzo alla strada.

C’è chi dice se la prenda essenzialmente con le macchine di grossa cilindrata, forse per una sorta di invidia sociale che poi è la molla storica della lotta di classe. Se a tale molla si aggiunge la possibilità di colpire gli incivili, i maleducati che “ingolfano” i posti liberi, il dato è tratto. Ecco il “Giustiziere” ammantarsi di ruolo salvifico e moralizzatore, laddove ovviamente chi è deputato a far rispettare le regole, come la Polizia, i Vigili urbani, latita.
Stiamo parlando della cosiddetta “surroga civica”, di chi prende l’iniziativa per combattere le illegalità e i soprusi bypassando le istituzioni. Nella storia è sempre accaduto.

Naturalmente i media, gli esperti, gli studiosi e qualche politico, si sono occupati della vicenda. Dividendosi come al solito, in guelfi e ghibellini.
Da un lato, chi ne apprezza le virtù romantiche di moderno Robin Hood; dall’altro, chi teme l’emulazione collettiva: ossia, la gente che si fa giustizia da sola, inaugurando una sorta di nuovo fascismo (è il clima oggettivo della Meloni), con tanto di squadracce che garantiscono il “loro” ordine.

Io lo dico subito: sto col Giustiziere. Chiunque sia e qualsiasi sia la ragione delle sue azioni notturne o diurne (sicuramente notturne). E non per un invito all’autodeterminazione violenta della società. Per un “senso civico militante” che dovrebbe riguardare ogni abitante delle metropoli, soggette ormai da decenni all’aggressività, ad un irreversibile imbarbarimento generale, alle prepotenze continue di troppi maleducati. Soggetti che pensano di trasgredire e restare perennemente impuniti. Persone che non hanno la minima cognizione del bene comune, delle leggi, del rispetto degli altri, della polis.

Gente che fa pascolare i propri cani senza provvedere a pulire le loro incontinenti deiezioni, che parcheggia in doppia fila, che occupa i posti dei disabili, o riservati ai motorini, che gira per le strade con abiti indecenti, o scarica ogni tipo di spazzatura senza utilizzare la differenziata, o che guida stando al telefonino fregandosene del mondo esterno. E potremmo andare avanti a lungo.
Sogno un cittadino modello, non l’eterodiretto dallo “Stato etico sanitario” o dallo “Stato etico green”, che filma i reati in diretta, le violazioni a 360 gradi, e che invia il materiale a chi di dovere. Una specie di sceriffo civico.
Con una piccola aggiunta provocatoria (da non seguire): imbrattare le macchine con la bomboletta è divertente, è un puro godimento. Punisce sul vivo, sulla idolatria delle cose, i cafoni arricchiti, i barbari col telefonino, quelli che baciano le Porsche e poi hanno figli che corrono per le strade di Roma, facendo incidenti, solo per assicurarsi un maggior numero di follower.

E smentisce chi (la sinistra politica, giornalistica e intellettuale), con la scusa della privacy, dell’ultra-garantismo, che poi è il condono di fatto di ogni irregolarità, sta ideologicamente e istintivamente dalla parte di chi viola le leggi.
Sto parlando di chi se la prende con chi filma le rom che scippano i milanesi nella metro, o di chi insulta la Polizia quando fa i posti di blocco o perquisisce i ragazzi nei luoghi dello spaccio, o chi giustifica i reati dei migranti per disagio sociale.

1 Comment Lascia un commento

  1. Si è ora di farsi giustizia da soli, ma quale giustizia? Non si trovano parcheggi divieti dappertutto. Parcheggiare è diventato un problema. Se capiterà a me riuscirono a trovarlo e anch io. Mi farò giustizia da solo

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