Colosseo sotto attacco, ma è solo colpa dei vandali?

mercoledì, 19 Luglio 2023
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Sta facendo molto discutere il caso della turista svizzera 17enne che ha imbrattato le mura del Colosseo incidendo sulla pietra le proprie iniziali; e ancora di più ha sconvolto la reazione dei genitori che l’hanno difesa sostenendo che in fondo non aveva fatto nulla di male.

Non è stato l’unico caso purtroppo, perché poche ore dopo un altro turista anche esso minorenne, è stato sorpreso a raschiare le mura del Colosseo per scriverci sopra il nome e altre vicende analoghe si erano verificate in precedenza sotto gli occhi increduli dei visitatori.

Ma come mai verso il Colosseo c’è questo scarso rispetto e questa pessima abitudine a deturparlo come fosse la cosa più normale del mondo? Le spiegazioni possono essere molteplici, ma forse sono sostanzialmente due quelle più credibili.

In primo luogo in Italia c’è la convinzione di farla sempre franca e di non subire gravi conseguenze per certe azioni, tutto sommato ritenute lievi, quasi goliardiche. Del resto non siamo il Paese dove i militanti  di “Ultima Generazione” imbrattano liberamente i monumenti, i palazzi storici, le fontane delle città come atto dimostrativo, trovando politici e giornalisti sempre pronti a giustificarli in nome della legittima battaglia per la salvezza del clima? Le immagini degli assalti alla Fontana di Trevi, alla Barcaccia di Piazza di Spagna, alla facciata di Palazzo Vecchio a Firenze hanno fatto il giro del mondo. E gli esponenti di questo movimento, in seguito alle loro aggressioni al patrimonio culturale, storico ed artistico, non sono stati arrestati ma sono finiti nei tali show televisivi a spiegare il perché dei loro gesti e trovando come detto la finta condanna ipocrita di politici e giornalisti di sinistra: “Sbagliano nel metodo ma hanno ragione nella sostanza e vanno ascoltati”.

Le denunce per deturpamento? Il classico buffetto sulla guancia, tanto queste persone hanno alle spalle chi paga per le loro bravate. Ecco quindi  la risposta dei genitori della ragazza che in fondo si era limitata soltanto ad incidere le sue iniziali sulle mura del Colosseo. Cosa volete che sia di fronte all’inchiostro versato nella Fontana di Trevi o alla riverniciatura della facciata di Palazzo Vecchio?

Una seconda spiegazione è forse da ricercare nel degrado in cui versa la Capitale. Una città sporca, trascurata, invivibile sotto ogni punto di vista, con l’immondizia per le strade, con i topi, i cinghiali e i gabbiani che banchettano indisturbati intorno ai cassonetti stracolmi di rifiuti, persino nel centro della città e in mezzo alla gente. Una città guidata da un sindaco e da un’amministrazione che pensano a vessare i cittadini imponendo le fasce verdi, vietando la circolazione delle auto a diesel e a benzina, obbligando tutti ad andare a piedi o a servirsi di un servizio di trasporto pubblico inefficiente, ma completamente latitante sul decoro, la pulizia delle strade, la sicurezza.

In una Roma abbandonata a se stessa, con alcune zone che assomigliano sempre di più ai quartieri più degradati di Calcutta, come si può pretendere rispetto dai turisti costretti ad ammirare un simile biglietto da visita?

Forse sarà per questo che i genitori di quella turista 17 enne si sono chiesti cosa in fondo abbia fatto di male la figlia in una città che brilla per degrado, incuria, sporcizia e chi più ne ha ne metta. Povera Roma, città eterna, culla della cristianità e faro della civiltà, oggi terra di conquista e di anarchia per tutti, con il suo monumento storico ostaggio di baby vandali e genitori idioti. Si faccia una domanda il sindaco Gualtieri e magari troverà pure la risposta.

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