Hollywood Vs IA: anche Tom Cruise si ribella

sabato, 22 Luglio 2023
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Sono ormai note le dinamiche che da giorni hanno scardinato gli equilibri hollywoodiani. Il sindacato Screen Actors Guild-American Federation of Television and Radio Artists è difatti in rapida crescita e ad oggi conta all’incirca 160 mila lavoratori del mondo dello spettacolo.

All’inizio dello sciopero il nucleo della questione sembrava essere il drastico ridimensionamento del compenso di molti attori e operatori di Hollywood. Ad oggi è possibile affermare con certezza che il focus della questione è senz’altro altrove.

Difatti i piccoli e grandi attori del settore hanno chiesto delle modifiche regolamentari al fine di contrastare conseguenze indesiderate derivanti dall’intelligenza artificiale.

L’obiettivo primario della SAG sarebbe quello di ottenere delle garanzie, secondo il quale l’intelligenza artificiale possa essere uno strumento di sussidio nel mondo del cinema e non una completa sostituzione degli addetti ai lavori.

In questo senso è stata proposta una risoluzione che al contrario delle intenzioni non ha fatto altro che peggiorare la situazione. Si tratterebbe di un compenso unico rilasciato agli attori al fine di utilizzare la propria immagine e la propria voce illimitatamente.

Inutile dire che la proposta è stata subito rimandata al mittente. È bene dire però che nonostante la presa di posizione al quanto netta assunta da attori e sceneggiatori, la Alliance of Motion Picture and Television Producers non si è ancora mostrata favorevole a scegliere la via del compromesso.

Il dramma hollywodiano sembra essere giunto ad un vicolo ceco e il ruolo da mediatore spetta inevitabilmente a chi in questo contesto ha un ruolo di rilievo, ovvero i grandi attori.

In questo senso Tom Cruise si è espresso in merito alla questione. L’attore ha partecipato attivamente ai negoziati con l’Associazione dei produttori in difesa della sua categoria, ma senza dimenticare i propri interessi.

Difatti Cruise ha parlato a più riprese della presenza della prima parte di Mission Impossible Dead Reckonin. Tuttavia se lo sciopero è ancora nelle condizioni in cui lo troviamo oggi, è evidente che la partecipazione di Tom Cruise alle negoziazioni non abbia dato i risultati sperati.

La questione è senz’altro complessa, tanto da poter portare a delle conseguenze non indifferenti nel medio-lungo termine. È infatti vero che nel breve periodo la percezione dell’effettiva criticità della questione è minima, proprio perché nelle sale i film ci sono.

Ma già a partire dal 2024,nel peggiore dei casi, i grandi studios potrebbero subire una vera e propria impasse e le sale cinematografiche potrebbero ritrovarsi vuote.

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