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Ecco perché i giovani non leggono più

1 minuto di lettura

Nel lontano 1992 Daniel Pennac diceva che: “La vita è un perenne ostacolo alla lettura. Probabilmente aveva ragione, soprattutto per quanto riguarda i giovani, ad oggi soltanto il 55% circa dei ragazzi tra i 14 e i 24 anni sono soliti stringere un libro tra le mani, trend oltretutto in calo da anni. E non solo, tra uomini e donne continua a persistere un divario importante. Negli ultimi anni la percentuale delle lettrici è stata del 45% circa, mentre quella dei lettori del 35% circa. Un gender gap non irrilevante (fonte ISTAT).

Tutto questo perché, come affermava Pennac, gli impegni quotidiani talvolta minano la possibilità di dedicare il giusto tempo a delle distrazioni sane, come appunto la lettura. Potrebbe essere infatti che, quest’ultima, non sia il passatempo preferito dei giovani, non perché non abbiano momenti liberi, bensì perché preferiscono sfruttarli in altro modo, ad esempio praticando sport piuttosto che guardare la televisione o giocare con i videogame.

Difatti una delle principali cause a cui attribuire il netto calo dei “giovani lettori” è proprio la tecnologia; televisione, film e serie tv hanno finito per sostituire l’insostituibile: I LIBRI. Il film non richiede nient’altro che la passività, inoltre diminuisce lo sforzo di immaginare la storia, la maggior parte dei ragazzi lo preferisce a un libro. Questo è un vero peccato in quanto i libri permettono di interpretare ciò che si legge come meglio si crede, quindi dare una visione assolutamente personale e suscitare emozioni diverse.

Quali metodi si possono utilizzare per invogliare i giovani a leggere?

Fabrizio Fantoni, lo psicologo psicoterapeuta esperto di adolescenti afferma: “Se si vuole che i ragazzi leggano, credo che in primo luogo conti l’esempio degli adulti; ma subito dopo, l’idea che la lettura non debba essere un compito “morale”, ma un piacere, e che di questo piacere si possa anche parlare liberamente, come di ogni altra attività che si condivide in famiglia”.

Continua poi Fantoni: La lettura deve essere innanzi tutto un piacere, perché è un’avventura conoscitiva, prima che una testimonianza. Avviciniamo i ragazzi alla lettura con proposte affini al loro modo di pensare e di essere e ai loro desideri.

Di Francesca Pandolfi

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