Si chiama “Viola walk home” ed è un’applicazione dedicata alle donne che desiderano uscire, soprattutto di sera, senza dover rinunciare alla propria sicurezza. L’ha realizzata Laura De Dilectis, brillante psicologa romana (laurea con il massimo dei voti a La Sapienza), insieme alla collega Ilaria Saliva e alla psicoterapeuta inglese Georgia Spencer Davison. Si tratta di un servizio di videochiamate su Instagram per il quale lavorano giovani operatori 24 ore su 24. In due anni il progetto è cresciuto diffondendosi velocemente anche all’estero al punto da meritarsi il “Myllennium Award” come miglior startup a impatto sociale.
“Viola walk home” può essere considerata una svolta operativa dell’associazione “Donnexstrada” che la De Dilectis ha fondato nel giugno del 2021 mossa dal desiderio di combattere la violenza di genere cercando di frenare, in qualche modo, la piaga dei femminicidi. La decisione l’ha presa, manco a dirlo, dopo uno sconvolgente caso di cronaca accaduto in Inghilterra avvenuta qualche mese prima. Nel marzo del 2021, in piena pandemia, Sarah Everard fu rapita da un poliziotto a Londra mentre rientrava a casa di sera: fu stuprata e poi uccisa. Migliaia di persone in tutto il mondo manifestarono, con scontri violenti con le forze dell’ordine.
Turbata da quell’episodio, la De Dilectis, appena iscritta all’albo degli psicologi, lancia “Donnexstrada”, un profilo Instagram che in pochi giorni catalizza l’attenzione di migliaia di follower. L’idea è semplice, certo, ma come tutte le idee più semplici è inedita: si tratta di accompagnare le donne attraverso una videochiamata. Dall’altra parte, gli operatori, tutti volontari, seguono le persone fino all’uscio di casa.
«Per aiutare le donne a sentirsi sicure abbiamo bisogno di strumenti concreti e azioni, anche piccole che possano funzionare nell’immediato – ha spiegato la De Dilectis al sito startupitalia.eu – le ultime aggressioni a Milano, in discoteca, poi sul treno e alla stazione, hanno acceso all’improvviso un faro sul problema della sicurezza per le donne in certi luoghi. In realtà, chi torna a casa da sola alla sera non dovrebbe sentirsi coraggiosa ma forte, perché libera».
Con la mente ancora rivolta ai fatti di Londra, Laura si mette a lavorare creando una base di lavoro dalla quale enucleare l’idea-progetto, per questo prepara una mappa delle criticità di Roma, città dove abita: locali chiusi, stazioni non illuminate, mezzi pubblici privi di personale. Poi tenta un approccio con qualche istituzione, ma senza successo. Così pensa al sistema delle videochiamate, che, se registrate, possono essere usate come prova. Cerca volontari e con amiche e colleghe che avevano risposto alla chiamata su Instagram fonda l’associazione». Ma non è tutto. “Donnexstrada” offre anche una serie di utilissimi servizi. Sono a disposizione ginecologhe, nutrizioniste, sessuologhe e avvocate che offrono una prima consulenza gratuita alle ragazze, anche online, per poi assisterle a prezzi contenuti. L’idea è quella di accogliere e sostenere le donne in ogni aspetto della loro vita per aiutarle a ricostruire la propria autostima. Anche l’alimentazione quindi è importante. L’obiettivo dichiarato è quello di creare una rete di professioniste in grado di seguire le vittime di traumi e abusi, per garantire la salute psicofisica di chi ha vissuto e vive qualsiasi forma di violenza.
«Le ragazze cercano la sicurezza nel tornare a casa e chiedono supporto legale per abusi e molestie – spiega ancora la De Dilectis – e spesso ci capita di essere chiamate proprio mentre la violenza si compie. In quel caso possiamo solo fare da tramite con polizia e carabinieri».
Non mancano programmi di più ampio respiro grazie ai quali migliorare la sicurezza delle donne. Per la fondatrice di “Donnexstrada” è necessario dialogare con le istituzioni. Quello che ha in mente è la smart city per le donne: per esempio il taxi sospeso, si lasciano 2 euro a testa per chi non può pagare, il bus notturno con personale preparato, la presa elettrica sul bus per ricaricare il telefono. Tante piccole accortezze, che vanno messe insieme con l’ausilio della politica, appunto.
Quindi la naturale evoluzione in “Viola walk home”, nata anche per ragioni tecniche. «Instagram non regge 200 volontari collegati nello stesso momento in videochiamata e cercavamo più funzioni – sottolinea la De Dilectis a donnamoderna.com – la app permetterà per esempio di mandare la geolocalizzazione a genitori o amici, di chiamare la polizia premendo un bottone e sarà collegata ai punti viola, gli oltre 100 locali tra bar, ristoranti e palestre aperti di notte e con personale formato e sensibilizzato ad accogliere una donna in pericolo».



