Putin “l’Africano”: grano più Wagner contro l’Occidente

lunedì, 31 Luglio 2023
1 minuto di lettura

Il vertice di San Pietroburgo del 26-29 luglio scorsi è diventato un evento internazionale senza precedenti per le relazioni russo-africane. Ciò nonostante il ricatto degli Usa, che hanno posto il veto alla partecipazione al vertice, per cui molti capi di stato africani sono rimasti assenti.

Ma, un fatto davvero singolare deve essere posto all’attenzione dei lettori, per capire che aria tira. Il Presidente filo-occidentale del Niger, Bazoum, declinava la sua partecipazione al vertice di San Pietroburgo, ma subito dopo veniva deposto da un colpo di stato militare e posto agli arresti. Non si è tratato, peraltro, di un golpe soltanto militare, poiché in questi giorni migliaia di cittadini del Niger stanno manifestando nelle strade inneggiando a Putin e alla Russia.

Benchè al vertice di San Pietroburgo abbiano partecipato soltanto 21 capi di stato o rappresentanti di governi africani, i temi in agenda rappresentavano una vera e propria rivoluzione terzo-mondista. L’obiettivo principale del vertice era, infatti, quello di porre fine definitivamente al neocolonialismo occidentale in Africa. D’altra parte su queste tematiche la posizione della Federazione Russa è in perfetta continuità con le politiche dell’Unione Sovietica, volte a liberare i popoli del terzo mondo dall’oppressione dell’imperialismo americano. Questa volta però gli strumenti messi in campo dalla Russia sono molto più articolati e potenti.

Strumento militare

Tutti sanno che i mercenari russi della Pmc Wagner, guidata da Evgeny Prigozhin, sono stati sguinzagliati in vari paesi africani per sostenere le forze locali che lottano per affrancarsi dall’Occidente.

Strumento finanziario

Putin ha dichiarato che la Russia abbonerà i crediti, derivanti dai vecchi prestiti sovietici, nei confronti dei paesi africani più poveri. Invece di strangolare l’Africa, la Russia rimette il debito ai paesi africani.

Strumento derrate alimentari

Dopo aver annunciato l’uscita della Russia dal cd. “accordo sul grano” siglato nell’ambito del conflitto russo-ucraino, Putin ha promesso che fornirà il grano russo ai paesi africani più poveri gratuitamente.

Strumento infrastrutturale

Nel corso del vertice russo-africano è stata adottata la leadership dell’African Export-Import Bank, che fornirà finanziamenti per la realizzazione dei più grandi progetti infrastrutturali all’interno dell’area di libero scambio in Africa. Putin ha precisato i dettagli di circa 30 progetti energetici in Africa, quali l’espansione delle sportazioni di petrolio e gas, le applicazioni della tecnologia nucleare non energetiche specialmente in medicina, la costruzione di un impianto industriale vicino al Canale di Suez, i cui prodotti saranno esportati in tutta l’Africa, lo sviluppo dell’infrastruttura di tipo finanziario.

Sembra che un’alba promettente si levi ad illuminare l’Africa, ma questo segnerà veramente la fine del neocolonialismo occidentale?

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.